Manovra, Salvini: "Il debito scende solo se la gente torna a lavorare"

"Il debito in Italia scende solo se la gente torna a lavorare. Perché se la gente lavora compra qualcosa, e ci paga le tasse"

Matteo Salvini

Non solo migranti. Matteo Salvini, fresco dell'approvazione del decreto Immigrazione durante il Consiglio dei Ministri di oggi, è stato ospite di Nicola Porro su Rete4 e se parte del suo intervento è stato dedicato alla questione dell'immigrazione, il Ministro dell'Interno ha voluto approfittare della vetrina di Quarta Repubblica per ribadire l'impegno del governo di Giuseppe Conte per far ripartire l'Italia e il mercato del lavoro.

Questo, lo sentiamo ripetere ormai da mesi, dovrebbe passare per lo smantellamento della legge Fornero, ma anche per la flat tax che la Lega sta spingendo con forza:

Il mercato del lavoro si è drogato. Ho chiesto a Di Maio e agli amici 5 Stelle che non fosse un sussidio, ma che fosse un aiuto per chi perde lavoro, a ritrovare lavoro e fosse legato all’accettazione di offerte di lavoro. Dobbiamo riportare il lavoro ad avere la sua dignità, perché il lavoro non può essere 2 euro all’ora: quello è sfruttamento, quello è schiavismo.

E, ancora:

Se noi riportiamo regole normali e abbassiamo le tasse a chi fa impresa, ad esempio i dimenticati della sinistra, i piccoli, partite IVA, commercianti, artigiani, imprenditori, liberi professionisti… Farò tutto quello che è umanamente possibile perché dall’anno prossimo paghino il 15% secco, non una lira di più, fino ai 65.000 euro, eventualmente il 20% salendo fino ai 100.000 euro. Semplificazione, basta burocrazia, basta fatture elettroniche.

Salvini ha precisato che mantenere tutte queste promesse richiederà dal tempo, ma che già la manovra economica darà una forte spinta alla crescita:

Son convinto che questo farà ripartire una parte del mondo del lavoro. Certo, non riesco a togliere le tasse a tutti subito, a cancellare Equitalia subito, a mandare in pensione tutti subito, però facciamo una manovra economica che fa ripartire.

Proprio a proposito della manovra e delle discussioni che si stanno facendo in questi giorni per delinearla, Salvini ha voluto ribadire che il debito in Italia scenderà solo se le persone torneranno a lavorare:

Se io riesco a mandare in pensione l’anno prossimo tre o quattrocentomila italiani che si sono spaccati la schiena, qual è il risultato che ottengo? Che libero tre o quattrocentomila posti di lavoro per quei giovani che Vittorio Feltri dice che stanno a casa o vanno al bar e invece, se li metti alla prova, i giovani italiani cominciano a lavorare domani mattina. Perché noi stiamo perdendo i migliori giovani in giro per il mondo.

Uno degli obiettivi di Salvini e dell'intero esecutivo è la cosiddetta Quota 100. Il leader della Lega lo ha ribadito innumerevoli volte in queste ultime settimane e la sua partecipazione di stasera su Rete4 non ha fatto eccezione. Il succo è sempre lo stesso, ma anche stavolta Salvini mette le mani avanti, spiegando di aver bisogno di più tempo per mantenere le promesse fatte:

La mia richiesta ai tecnici del ministero è reintrodurre la cosiddetta “quota 100” a partire dai 62 anni di età. Quindi devi arrivare a 100: sommando 100 all’età anagrafica e ai contributi versati. È chiaro che l’obbiettivo finale è la cancellazione totale della legge Fornero: hai lavorato per 41 anni, magari hai cominciato da giovane, a 15 anni? Allora puoi andare in pensione anche prima di aver raggiunto quota 100. Però non posso fare tutto e subito e non voglio portare via il lavoro ai tecnici, voglio solo restituire il diritto alla vita a milioni di italiani a cui la Legge Fornero, il diritto alla vita, l’ha tolto.

Tornando a parlare "da padre e da ministro" - un altro dei suoi cavalli di battaglia - Salvini ribadisce che "il debito in Italia scende solo se la gente torna a lavorare. Perché se la gente lavora compra qualcosa, e ci paga le tasse. Il mio obbiettivo è far lavorare più italiani rispetto a ieri, anche perché aggiungo: se più italiani lavorano, magari più italiani tornano a fare figli, perché il dramma delle culle vuote è una cosa che sta ammazzando questo Paese".

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