Def, Tria: “Essere coraggiosi non vuol dire essere irresponsabili”

Il Ministro dell'Economia ha parlato a Montecitorio

Il Ministro Giovanni Tria è intervenuto alla Camera dei Deputati durante l'audizione sulla Nota di aggiornamento al Def. Anche a Montecitorio il capo del Ministero dell’Economia ha ribadito la necessità di operare una manovra economica coraggiosa ed ha rifiutato l’idea che si tratti di una "scelta irresponsabile". Una manovra in deficit, per il Ministro, rappresenta l’unica soluzione possibile per uscire dalla stagnazione economica: "I risultati di crescita non hanno consentito nel passato decennio di diminuire il debito pubblico che è aumentato anche in rapporto al Pil". Motivo per il quale: "A questo punto il governo si è posto l'obiettivo di ridurre sensibilmente, entro i primi due anni di legislatura, il divario di crescita con l'Eurozona e conseguire una prima diminuzione significativa del rapporto debito pil nell'arco del prossimo triennio". Una scelta necessaria perché “essere coraggiosi non vuol dire essere irresponsabili".

Il Ministro poi si è soffermato sul tema del confronto con l’Unione Europea - che vorrebbe un’Italia rispettosa di tutte le regole - in modo particolare quelle stabilite dal 2011 in avanti e che non hanno permesso di invertire la tendenza visto che il debito pubblico è esponenzialmente cresciuto e la ripresa economica non c’è stata. Tria ha suggerito di abbassare i toni in questo confronto anche perché è convinto che la Commissione, a lavoro terminato, avrà modo di comprendere la ratio della manovra di questo Governo: "Come è noto la Commissione Ue ha espresso preoccupazione circa la modifica del percorso programmatico. Ora si apre una fase di confronto costruttivo con la Commissione che potrà valutare le fondate ragioni della strategia di crescita del governo delineata dalla manovra. In questo confronto costruttivo voglio dichiarare il mio accordo con il Presidente della Camera, sulla necessità di abbassare i toni".

Il Ministro ha quindi difeso il Reddito di Cittadinanza e la riforma della legge Fornero. Entrambi i provvedimenti, secondo il Ministro, rappresenteranno, tra le altre cose, un argine all’anti-europeismo: "sono condizione necessaria intervenire con decisione per evitare sentimenti contrari al libero commercio e l'insorgere di sentimenti contrari all'Europa. Non si sta sui mercati globali senza reti per i perdenti e senza capacità di governare". E poi ancora: "l’investimento di cittadinanza è un investimento sulle parti più vulnerabili della società per far sì che tornino parte attiva".

Poi il Ministro ha tenuto a sottolineare che la riforma pensionistica servirà anche ad "accelerare il rinnovamento" per stare al passo "con i processi tecnologici"; per farlo efficacemente, infatti, c’è bisogno di "nuove persone con nuovi profili". L’attuale sistema "garantisce la stabilità finanziaria di lungo periodo ma nel breve frena il fisiologico turnover" con "i giovani che restano fuori e gli anziani che non possono uscire".

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