Def bocciato (anche) dall’Ufficio parlamentare di bilancio: Salvini e Di Maio: “manovra non cambia”

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L'Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) boccia il Def. Dopo i rilievi mossi dalla Commissione Ue e l’uscita del ministro Paolo Savona - “se lo spread ci sfugge, manovra da cambiare” - in serata arriva un’altra bordata per la maggioranza di governo. L’Upb non valida la previsione sul Pil del 2019 contenuta nella Nota di aggiornamento del Def (Nadef) 2018 bollandola come "eccessivamente ottimistica".

Il presidente dell’Upb Giuseppe Pisauro, audito oggi presso le Commissioni Bilancio congiunte di Camera e Senato, ha spiegato anche che l’aumento dello spread rispetto agli altri paesi europei comporta per l’Italia una maggiore spesa per interessi rispetto alle previsioni tendenziali, pari tra il 2018 e il 2021, ad almeno 17 miliardi (cioè lo 0,9% del Pil).

Cos’è l’Upb e cosa contesta

L’ufficio parlamentare di bilancio è un organo indipendente che svolge verifiche sulle previsioni macroeconomiche e di finanza pubblica fatte dal governo e controlla il rispetto delle regole di bilancio sia nazionali che europee. Per l'Upb nella Nadef: "i significativi e diffusi disallineamenti relativi alle principali variabili del quadro programmatico rispetto alle stime elaborate dal panel dei previsori rendono eccessivamente ottimistica la previsione di crescita sia del Pil reale (1,5%) sia di quello nominale (3,1%), variabile quest'ultima cruciale per la dinamica degli aggregati di finanza pubblica".

Secondo il presidente Pisauro: "Nel caso lo sforzo di bilancio 2019 venisse confermato nel Documento di bilancio e se tale sforzo fosse giudicato dalla Commissione Ue al di sotto di quanto raccomandato dal Consiglio a luglio essa potrebbe considerare come "particolarmente grave" il mancato rispetto delle regole del Patto".

Cosa succede ora

Dopo la non validazione del Def ora il ministro dell’Economia Giovanni Tria dovrà metterci mano modificando il quadro macroeconomico, se non lo farà dovrà spiegarne il perché davanti alle Commissioni bilancio parlamentari.

Salvini e Di Maio: non arretriamo

Dopo la bocciatura del Def da parte dell’Upb non si fanno attendere le reazioni dei due azionisti di maggioranza del governo gialloverde: "Ascoltiamo tutti ma gli italiani ci chiedono di tirare dritto" dice il Ministro dell’Interno Matteo Salvini che aggiunge un po’ di ottimismo in più: "Noi andiamo avanti e secondo me cresceremo anche di più del 2%, non dell’1,5%". Gli fa eco l’altro vicepremier e ministro dello Sviluppo-Lavoro Luigi Di Maio: "Cambiare l'impostazione della manovra sarebbe tradire i cittadini".

Bankitalia: non toccare la Fornero

Oggi di una manovra giudicata troppo ottimistica lato crescita aveva parlato anche Bankitalia che in particolare si è scagliata contro l’ipotesi di riforma della Legge Fornero: "Le riforme pensionistiche introdotte negli ultimi vent'anni hanno significativamente migliorato sia la sostenibilità sia l'equità intergenerazionale del sistema pensionistico italiano. E' fondamentale non tornare indietro su questi due fronti".

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