Genova, Cantone: "rischio infiltrazioni mafia, governo deroga a norme extrapenali". Toti: "dl insoddisfacente"

Il presidente dell'Anac e quello della Liguria, per motivi diversi, contro il dl Genova

Ponte Morandi, rischio mafia

Allarme mafia sulla ricostruzione del ponte Morandi crollato a Genova il 14 agosto scorso, provocando 43 morti e spezzando la città in due. Il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione (Anac) Raffaele Cantone non nasconde "perplessità sull'impianto del decreto" sottolineando che nel provvedimento del governo Conte è prevista" la deroga a tutte le norme extrapenali" che "comporta anche quella al Codice antimafia".

Ma, ricorda Cantone, questo è un grosso rischio "perché vi sono molte attività connesse alla ricostruzione in cui le imprese mafiose detengono un indiscutibile know how", figurarsi se non cercheranno di infiltrasi nella commessa "più grande dell’ultimo periodo". Spiega Cantone che si tratta di una deroga - quella a tutte le norme dell'ordinamento italiano, fatte salve quelle penali - "credo senza precedenti" che permette "al Commissario di muoversi con assoluta libertà, imponendogli solo i principi inderogabili dell'Ue e ovviamente i principi costituzionali”.

Di un decreto Genova che non soddisfa le esigenze dal punto di vista finanziario parla invece il governatore della Liguria Giovanni Toti: "È inutile fare l'assalto alla diligenza" ed "è nota la situazione del bilancio dello Stato e inoltre il dl si discute in contemporanea con legge di Stabilità. Ma il volume di danno della comunità di Genova è molto superiore a quanto previsto dal decreto". Toti che ha parlato stramattina davanti alle commissione Trasporti e Ambiente della Camera.

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 9 voti.  
  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO