Tweet omofobi dal funzionario del Mise, che si difende: "solo satira e black humor"

Un collaboratore del ministro Di Maio finisce nel vortice delle polemiche

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Nuova grana per Luigi Di Maio e il suo ministero: Enrico Esposito, vice capo dellʼufficio legislativo del Mise, è finito nel ciclone mediatico per una serie di vecchi tweet ritenuti omofobi, ma che secondo colui il quale li ha pubblicati sarebbero solo "satira" e "humor nero". Tra le vittime del collaboratore del vicepremier ci sono principalmente personaggi del mondo della politica e dello spettacolo, da Vladimir Luxuria, a Michela Biancofore, da Dolce e Gabbana a Melissa Satta. Basta leggere i tweet datati per comprendere che, seppur di satira si tratti, quella del collaboratore portato a Roma da Luigi Di Maio sia davvero di cattivo gusto.

La parlamentare Micaela Biancofiore, ad esempio, viene definita "una mignotta in quota rosa", mentre nei confronti di Dolce e Gabbana vengono fatte allusioni abbastanza tristi sulla loro omosessualità. Un assist perfetto per l’opposizione, che si scaglia contro il dipendente del Mise senza se e senza ma: Maria Elena Boschi, ex ministro, dice che le "affermazioni sulle donne e sull'omosessualità sono vergognose. Qui si va oltre la libera manifestazione di un'opinione", aggiunge coinvolgendo anche il ministro Di Maio. "Impossibile che Di Maio e il M5s non sapessero, visto quanto tempo dedicano ai social". Emanuele Fiano, altro parlamentare del Partito Democratico, ci mette il carico parlando di tweet "indecorosi e offensivi ci chiediamo quanto il vicepresidente del consiglio Luigi Di Maio attenderà ancora per prendere provvedimenti".

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La difesa di Esposito

In attesa che il titolare del dicastero dello Sviluppo Economico prenda pubblicamente una posizione, Enrico Esposito si difende affermando di essere vittima della macchina del fango: "Chi mi conosce sa benissimo che nella mia vita ho sempre avuto la passione per la satira e per il black humor", aggiungendo che all’epoca dei tweet "avevo creato un personaggio radiofonico che impersonava il mio alter ego razzista, omofobo, sessista e antimeridionale (proprio io, che sono napoletano!)". "Oggi ho provato sulla mia pelle cosa significa finire nel vortice della macchina del fango", conclude il vice capo dellʼufficio legislativo del Mise.

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