Giorgetti: "Se il M5S continua a vedere complotti rischia di schiantarsi"

Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio risponde ai sospetti di essere la "manina" che ha modificato il decreto fiscale

Giancarlo Giorgetti

Ha fatto molto discutere oggi, tanto da essere a lungo trend topic su Twitter con il suo cognome, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, il leghista Giancarlo Giorgetti, che in una intervista a Repubblica ha chiarito che la "manina" di cui parla Luigi Di Maio, che sarebbe intervenuta di nascosto a modificare il decreto fiscale, non è assolutamente la sua.

Giorgetti ha spiegato:

"La cosa è molto semplice per dieci giorni al ministero dell’Economia è stato discusso il passaggio della cosiddetta pace fiscale relativo alla dichiarazione integrativa. Ne hanno parlato approfonditamente i nostri Bitonci e Garavaglia con la viceministra del M5S Castelli. Poi il presidente Conte con Salvini e Di Maio, nel vertice che precede il Consiglio dei ministri di lunedì, decidono di porre un limite di 100mila euro e la norma è stata formulata nella sua interezza, nel testo che conoscete tutti”

Per quanto riguarda i reati fiscali cui si riconosce la non punibilità, ha aggiunto:

"Sarebbe stato assurdo non concedere l’ombrello di non punibilità per reati fiscali a chi accetta di venire allo scoperto e pagare"

E questo infatti è un passaggio che appare ovvio a tutti, tranne che a Luigi Di Maio. La formula utilizzata è praticamente la stessa dei condoni che ci sono stati in passato, ma il motivo è molto banale: se io approfitto della "pace fiscale" e integro la mia dichiarazione inserendo anche quello che finora avevo tenuto nascosto, devo sapere di non essere punito per quel reato per cui di fatto mi sto autodenunciando, altrimenti preferisco restare nascosto e non far emergere quella parte di capitale per cui ora accetto di pagare il 20%. Con la conseguenza che resta tutto in nero e lo Stato si perde anche quel 20%.

Giorgetti ha poi chiarito meglio qual è stato il suo ruolo in quel fatidico Consiglio dei Ministri di lunedì scorso:

"Ho seguito i lavori fino all’approvazione dell’articolo 6. La norma contestata è contenuta all’articolo 9. E lì non so cosa sia successo, non c’ero e non sono stato io a redigere il verbale. Non so chi lo abbia fatto. Da quel che mi è stato riferito il decreto è stato approvato dopo che il premier Conte ha supervisionato il testo apportando le modifiche ritenute necessarie"

Tra l'altro, quando il Sottosegretario non c'è, da regolamento, del verbale dovrebbe occuparsi il ministro più giovane, che è proprio Luigi Di Maio. Quindi il vicepremier avrebbe dovuto scrivere e firmare direttamente la parte del verbale relativa all'approvazione dell'articolo 9. Lo ha fatto?

Per quanto riguarda il ruolo del Presidente Giuseppe Conte, Giorgetti ritiene che sia "stato mandato al fronte mentre qui qualcuno gli bruciava la casa". Inoltre il leghista ha affermato che se i pentastellati si comportano in questo modo "diventa tutto più difficile, il governo non va avanti per molto", ma ha specificato:

"Noi abbiamo tutta l’intenzione di portarlo avanti, ma se loro continuano a vedere complotti ad ogni passaggio, allora non ci siamo"

Giancarlo Giorgetti ha anche detto:

"Non consento a nessuno di alludere a complotti e trame oscure, con dichiarazioni così scomposte. Se si continua ad attaccare chi prova a tenere in piedi la baracca, il governo non andrà molto lontano. Spero Luigi Di Maio ci vada davvero, in procura. Scoprirà che la famosa 'manina' è in casa loro. Ma occhio, così loro si vanno a schiantare"

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