Numero chiuso a Medicina: giusto o sbagliato?

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Il numero chiuso a Medicina è giusto o sbagliato? Partendo da questa domanda la Ministra della Salute Giulia Grillo del M5s aveva ventilato questa estate la volontà di abolire il numero chiuso a Medicina ma poi non se ne era più parlato fino alla conferenza stampa sulla Manovra di inizio settimana: in quella sede l’abolizione del numero chiuso a Medicina è magicamente ricomparsa.

Caos di governo sul numero chiuso


Peccato che i dirigenti dei competenti ministeri, Miur e Salute, non ne sapessero niente come non se sapeva nulla il Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti che in tutta sincerità ha detto: "a me non risulta questa cosa ma farò le dovute verifiche". Poi era uscito un comunicato congiunto Bussetti-Grillo: abolire il numero chiuso a Medicina è solo un auspicio e l’intenzione del governo in ogni caso è di agire "gradualmente".

L’avanzata francese e la ritirata spagnola insomma. L’obiettivo del governo di abolire il numero chiuso per le Facoltà di Medicina viene spostato più in là, un target di medio termine, ha spiegato ulteriormente Palazzo Chigi. Ma perché esiste il numero chiuso a Medicina? Quali sono i pro e i contro? Cosa dice chi è favorevole al blocco e cosa dice chi è contrario?

Numero chiuso a Medicina: pro e contro


Il concorso di ammissione alle facoltà di Medicina delle università italiane è a numero chiuso, quindi su base meritocratica, e consiste in test a risposta multipla su materie e temi che saranno oggetto degli studi dei futuri medici. Il numero bloccato è spiegato essenzialmente in base a due principi: i bisogni della popolazione di riferimento e l’ottimizzazione delle risorse finanziarie disponibili.

Se per il Ministro dell’Interno Matteo Salvini "da sempre contrario al numero chiuso nelle facoltà scientifiche" c'è bisogno in Italia "di ingegneri e medici" L’Inkiesta ricorda che nel mercato del lavoro la domanda e l’offerta devono incontrarsi. E visto il numero crescente di medici disoccupati in Italia (sono 20-25 mila i neo professionisti inattivi secondo la Federazione nazionale) il criterio del numero aperto farebbe solo aumentare il bacino di medici a spasso. Molti già oggi sono costretti ad abbandonare l’Italia per poter svolgere la propria professione.

Le ragioni dei favorevoli al superamento del numero chiuso sono sintetizzate invece dal Ministro della Salute Grillo secondo cui: "Oggi il criterio per accedere a Medicina non è assolutamente meritocratico e quindi dobbiamo incidere su questo. Non è un criterio che selezione i migliori ma semplicemente chi ha più memoria. Lo dico perché ci sono passata in prima persona e so in cosa consiste l’esame. Dobbiamo adattarci ai tempi che cambiano e al fatto che il numero di medici formati e specializzati è probabile non sia sufficiente, specie se poi avremo la quota per i pensionamenti. Metteremo il massimo impegno per arrivare brevemente a un testo condiviso".

Cosa dicono gli studenti


Quest’anno su circa 67.000 partecipanti ai quiz di ingresso a Medicina solo 1 su 7 è passato. "L’abolizione del numero chiuso senza un congruo aumento delle borse di specializzazione rischia di essere un boomerang - dice il presidente Acoi, l’Associazione dei chirurghi ospedalieri, che poi aggiunge: "I giovani laureati non potranno accedere ai concorsi pubblici e dovranno per forza cercare lavoro all’estero, assisteremo a una nuova fuga di cervelli all’estero".

Anche gli studenti però non sembrano fare i salti di gioia. Secondo l’Udu: "Il governo continua a parlare per slogan. Bene l'intenzione, sosteniamo da anni che l’attuale sistema di accesso vada superato. Ma non si dice in quale modo, non si fa un minimo accenno alla copertura economica e agli investimenti che si devono fare per attuare una simile manovra da subito. Così facendo si rischia solo di mandare in tilt le Università, che senza ulteriori finanziamenti non potrebbero sostenere da subito tutti gli studenti".

L’associazione Link Studenti Universitari invece aveva salutato l’abolizione del numero chiuso come una vittoria sollecitando però il governo a "ingentissimi investimenti sugli atenei in modo da riuscire a garantire un’adeguata organizzazione della didattica e dell’intero percorso formativo". Perché forse prima di pensare di abolire il numero chiuso si dovrebbe rivedere l’intero sistema di formazione, specializzazione e reclutamento dei medici.

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