PD, lo statuto non cambierà prima del Congresso

Matteo Renzi - PD

Nessuna svolta nel Partito Democratico. La Commissione Statuto del Pd ha infatti deciso di non cambiare nulla prima del Congresso.

PD, verso l'addio all'automatismo segretario-candidato premier

Il prossimo segretario del Partito Democratico non sarà automaticamente il candidato premier del PD quando sarà il momento di presentare un candidato. La regola che è valsa per Matteo Renzi e prima ancora per Pierluigi Bersani e Walter Veltroni, quella su cui si è basato il PD negli ultimi anni, cesserà di esistere in vista delle prossime primarie, in programma per il febbraio prossimo.

Nulla è ancora certo, ma è quello che dovrebbe stabilire oggi pomeriggio la commissione Statuto del PD, che si riunirà per valutare questo cambiamento storico, che dovrà poi essere votato dall'Assemblea del PD fissata per il 17 novembre prossimo.

Stando alle ultime indiscrezioni, però, la maggioranza degli esponenti del PD sarebbe d'accordo con l'interruzione di questo binomio, a cominciare da Andrea Orlando e Gianni Cuperlo che avevano già definito anacronistico questo automatismo.

Questo, però, non sarebbe l'unico cambiamento previsto per il Partito Democratico. Al vaglio dell'incontro odierno c'è anche la possibilità di ridurre sensibilmente il numero dei delegati dell'Assemblea Nazionale del PD e delle Direzione PD, che potrebbero passare rispettivamente da 1.000 a 500/700 e da 120 a 60.

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