Roma, assolta Virginia Raggi: "Questa sentenza spazza via due anni di fango"

"Questa sentenza spazza via due anni di fango, andiamo avanti a testa alta per la mia amata città e i miei amati cittadini"

10 novembre 2018 - Assolta perchè il fatto non costituisce reato. Si è concluso così il processo alla sindaca di Roma Virginia Raggi, presente in aula al momento della lettura del dispositivo.

Questa la sua prima dichiarazione:

Questa sentenza spazza via due anni di fango, andiamo avanti a testa alta per la mia amata città e i miei amati cittadini.

Roma, la Procura chiede condanna a 10 mesi per Virginia Raggi

La Procura di Roma ha chiesto dieci mesi senza attenuanti per Virginia Raggi, la sindaca accusata di falso in merito alla nomina di Renato Marra alla direzione del dipartimento Turismo del Comune di Roma. Renato Marra è il fratello del braccio destro della sindaca, Raffaele Marra.

Il pubblico ministero Francesco Dall'Olio ha detto:

"A nostro avviso è pacifico che si tratti di falso ideologico in atto pubblico"

E ha aggiunto che Raggi "mentì alla responsabile dell'Anticorruzione del Campidoglio nel dicembre del 2016" perché se avesse detto la verità e cioè che la nomina di Renato Marra era stata gestita da suo fratello Raffaele, sarebbe scattata un'inchiesta e si sarebbe dovuta dimettere in base al codice etico del M5S allora in vigore.

Virginia Raggi ha risposto che "il codice etico del 2016 relativamente agli indagati non è mai stato applicato", tranne nel caso di Federico Pizzarotti, sindaco di Parma, per il quale, dice la prima cittadina della Capitale, "si arrivò alla sospensione perché non aveva comunicato la sua iscrizione nel registro degli indagati".

Il procuratore aggiunto Paolo Ielo ha detto alla sindaca:

"Il codice etico del M5S. All'articolo 9 del codice all'epoca vigente si dispone che l'iscrizione mette il sindaco nelle condizioni di dimettersi. La richiesta di Anac è fatta per sapere se è stato rispettato l'obbligo di astensione da parte di Raffaele Marra, il rischio era un procedimento penale per il capo del personale. E la possibilità che lei venisse iscritta a modello 21 per concorso era molto alta. Era essenziale proteggere Marra anche per proteggere se stessi Dal rischio di dimettersi"

Di Maio: "Il codice di comportamento parla chiaro"


Luigi Di Maio e Virginia Raggi

È attesa per sabato 10 novembre la sentenza del processo che vede imputata la sindaca di Roma Virginia Raggi per falso documentale in relazione alla nomina di Renato Marra alla guida del dipartimento Turismo del Comune di Roma.

Marra fu arrestato nel dicembre 2016 con l'accusa di corruzione, sospettato di aver intascato una tangente quando lavorava all'Enasarco ed era direttore dell’ufficio delle Politiche abitative del Comune di Roma tra il 2013 e il 2016.

Raggi è accusata di aver mentito a Mariarosa Turchi, che in quel periodo era la responsabile dell'ufficio Anticorruzione del comune di Roma, dicendo di aver operato in totale autonomia nella decisione di nominare Marra, senza quindi le pressioni del fratello dell'uomo, Raffaele Marra, vice capo di Gabinetto all'epoca dei fatti e braccio destro di Virginia Raggi.

Quella nomina, secondo l'accusa, sarebbe invece stata gestita proprio da Raffaele Marra, ma Virginia Raggi avrebbe mentito per non incappare in una possibile inchiesta e per non doversi dimettere, come stabilito dal codice etico del Movimento 5 Stelle.

Oggi, nel corso dell'ultima udienza del processo, a testimoniare è stata l'ex capo di Gabinetto Carla Romana Raineri, rimasta in carica per circa un mese dopo l'elezione di Virginia Raggi. La donna ha raccontato in aula che Marra aveva un fortissimo ascendente sulla sindaca, al punto da mettere in ombra quest'ultima:

Marra non aveva nessuna delega, era formalmente il vice capo di gabinetto ma era il consigliere privilegiato del sindaco. Stavano in tre in una stanza a porte chiuse, per riunioni inaccessibili a tutti se non all'allora vice sindaco Daniele Frongia. Marra aveva un fortissimo ascendente sulla sindaca. [...] Erano stati coniati vari epiteti per Marra, eminenza grigia, Richelieu, sottolineando la debolezza della sindaca come quella della zarina ai tempi di Rasputin. Chiunque si fosse messo di traverso rispetto alle loro ambizioni faceva una brutta fine. Penso a me, quando dissi che intendevo sostituire Marra con un colonnello dei Carabinieri nel ruolo di vice capo di gabinetto. Di lì a poco il sindaco si fece venire dubbi sulla legittimità della mia nomina.

La richiesta di condanna per la sindaca arriverà nel corso della giornata odierna, al termine delle requisitoria del procuratore aggiunto Paolo Ielo e del pubblico ministero Francesco Dall'Olio.

In caso di condanna, il leader di M5S Luigi Di Maio è stato molto chiaro: "Per quanto riguarda il sindaco di Roma, io non conosco l'esito del processo ma il nostro codice di comportamento parla chiaro e lo conoscete". Virginia Raggi, almeno sulla carta, sarebbe costretta alle dimissioni da sindaca di Roma.

Le dichiarazioni spontanee di Virginia Raggi


Virginia Raggi

La sindaca di Roma ha avuto modo di intervenire nell'ultima udienza del processo che la vede imputata e nelle dichiarazioni spontanee rilasciate è andata all'attacco della testimone sentita oggi, l'ex capo di Gabinetto Carla Romana Raineri, rimasta in carica poco più di un mese dopo l'elezione di Virginia Raggi:

Se il buongiorno si vede dal mattino, rimasi interdetta quando, in occasione del nostro primo incontro, mi disse 'Cara non ti preoccupare, starò con te per un anno, un anno e mezzo al massimo'. All'epoca non capii bene questa affermazione, alla luce di quello che ha detto oggi capisco che non aveva molta voglia di starci, apprendo oggi tutta questa ritrosia a venire da noi.

Contestando nel dettaglio quanto dichiarato da Ranieri, Virginia Raggi ha puntato a smentirla:

È vergognoso quando la Raineri dice che il giorno del terremoto lei è rimasta per ore nella sua stanza in attesa della mia chiamata, quando invece nel mio ufficio c'erano riunioni permanenti, chiamavano la dottoressa Raineri ma lei non arrivava.

E, ancora:

Quando chiedo di contattarla, la maggior parte delle volte non si trova perchè è fuori con l'assessore Minenna o perchè è in riunione con Minenna, riunione di cui non mi viene detto nulla. Ho cercato un confronto con lei, ma evidentemente questo tipo di riunioni non le piacevano.

La sindaca ha definito surreale la testimonianza fornita da Ranieri, relegando a semplice gossip quando affermato:

La deposizione di Carla Raineri a tratti mi è sembrata surreale. In questo processo si parla di un mio presunto falso e per quatto ore abbiamo ascoltato parole simili a gossip. Non ho mai risposto alle interviste rilasciate, a volte mordendomi la lingua, per le cose palesemente false affermate.

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