Usa 2016: chi è Marco Rubio

Un tempo noto come l'Obama dei repubblicani, oggi sembra essere l'ultima speranza di presentare un avversario serio da contrapporre a Hillary Clinton.

Chi è Marco Rubio e perché si parla sempre più del candidato repubblicano come del vero front-runner del GOP? In effetti, la popolarità di Donald Trump (ormai secondo nei sondaggi) sembra essere ormai in calo, mentre in pochi credono che davvero Ben Carson possa spuntare la nomination. Se ci si aggiunge che una vittoria alle primarie di uno di questi due ultimi candidati sarebbe un enorme regalo per Hillary Clinton, ecco che si spiega l'improvvisa ascesa di Marco Rubio, in seguito soprattutto all'ottima prova nell'ultimo dibattito dei repubblicani.

Una ascesa facilitata anche dalla crisi di Jeb Bush: candidato forte del GOP che sembra aver intrapreso una china negativa. Tutto questo spiana la strada ai progetti che Rubio sta coltivando ormai da 4 anni.

Quale fosse l'obiettivo di Marco Rubio si è infatti capito quando ha declinato l'invito di Mitt Romney a candidarsi come suo vice per le elezioni USA del 2012 che hanno poi visto la vittoria di Barack Obama. Un segnale chiaro, quello del giovane Senatore della Florida classe 1971: non rovinarsi l'immagine affiancandosi a un poco popolare Romney per puntare tutte le sue carte sul 2016, quando a contendersi il posto di presidente ci saranno due volti nuovi. Ma chi è Marco Rubio? 42 anni, di origini cubane, gli è stato subito affibbiato il soprannome più banale: l'Obama dei repubblicani, anche per via del suo carisma.

Rubio è diventato uno dei volti nuovi della politica americana nel 2010, quando sconfisse per più di venti punti l’allora governatore della Florida Charlie Crist. Da tempo i repubblicani hanno capito che devono cambiare rotta se non voglio essere condannati alla sconfitta per sempre: un elettorato bianco e protestante non è più sufficiente in un paese in cui l'aumento demografico è dato solo dalla crescita delle varie minoranze, che votano in grande maggioranza per i democratici. Un trend che deve essere invertito puntando su personaggi come Rubio e prendendo necessariamente posizioni più morbide su temi come l'immigrazione.

Conquistare le simpatie del 'latinos' (la minoranza più consistente), mettere in cassaforte uno stato fondamentale come la Florida e svecchiare l'immagine del partito: tre mosse fondamentali che una candidatura di Marco Rubio garantirebbe ai repubblicani. E infatti Rubio si è contraddistinto per proposte sull'immigrazione che vanno in una direzione diversa da quella storica del suo partito e che puntano a concedere lo status legale ai clandestini che intendono studiare in un'università americana o arruolarsi nell’esercito.

D'altra parte un ruolo fondamentale nella sua biografia la giocano proprio le sue origini cubane. Anche se sulle ragioni per cui i genitori scapparono dall'isola castrista è sorto qualche dubbio, come spiega Panorama:

La storia dei suoi genitori, scappati dalla Cuba di Fidel Castro, si è recentemente incrinata sotto i colpi dei reporter del Washington Post e del St. Petersburg Times: sono sbarcati in Florida tre anni prima che Castro prendesse il potere, dicono i documenti, sottraendo un po’ di poesia e un po’ di materiale a Rubio, che nei comizi, per smarcarsi dalle critiche agli immigrati, diceva "comunque, i miei genitori sono degli esuli".

Anche la sua fede religiosa sarebbe una novità, per un repubblicano che punta alla Casa Bianca: Marco Rubio è ovviamente cattolico, anche se fu ribattezzato mormone quando aveva otto anni, per poi tornare cattolico pochi anni dopo e concedendosi anche un passaggio nella Chiesa Battista nel 2002. Ma a contare sono soprattutto le sue credenziali repubblicane, su cui - immigrazione a parte - Rubio non scherza: fiero nemico del 'big government', amato dai Tea Party in crisi di rappresentanza e sostenitore di una visione muscolare della politica estera, come dimostrano alcune sue dichiarazioni che suonano così: "In un mondo multilaterale l’America deve poter continuare ad agire unilateralmente, se serve".

Foto | Getty

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