Anche l’Istat "contro" la Manovra: previsioni troppo ottimistiche

Governo Conte

Anche l’Istat "contro" la manovra del governo Conte dopo le critiche di Commissione Ue, Ufficio parlamentare di bilancio e Fmi. Secondo l’Istituto nazionale di statistica le stime sull'aumento del Pil 2018 sono troppo ottimistiche e occorrerebbe una variazione di +0,4% nell'ultimo trimestre per centrare gli obiettivi di crescita del Prodotto interno lordo indicati dall'esecutivo nel Def (+1,2%, corretto dal +1,5% ipotizzato ad aprile).

Prospettiva che ad oggi appare difficile visto che si presume un dato negativo. A dirlo è il presidente facente funzione dell'Istat Maurizio Franzini audito oggi a Montecitorio sulla Manovra. L’Istat spiega che essendo "mutato lo scenario economico" questo può riflettersi sui saldi della Legge di bilancio.

Tanto più che il trend è quello di una persistente fase di debolezza del ciclo economico: "L'indicatore anticipatore registra un'ulteriore flessione e, dunque, prelude alla persistenza di una fase di debolezza del ciclo economico. In questo contesto l'esame della dispersione settoriale della produzione mostra che di recente si è verificato un lieve aumento dell'incidenza dei settori in espansione".

Pil e reddito di cittadinanza

Sempre secondo Franzini l’aumento del Pil dovuto all’introduzione del reddito di cittadinanza (che costa 9 miliardi) sarebbe pari "allo 0,2% rispetto allo scenario base" ma la reattività "potrebbe essere più elevata, e pari allo 0,3%, nel caso in cui si consideri l'impatto del reddito di cittadinanza come uno shock diretto sui consumi delle famiglie".

Le previsioni di crescita

Ricordiamo che l'Ufficio parlamentare di bilancio analogamente all'Istat aveva già considerato "eccessivamente ottimistica la previsione di crescita sia del Pil reale (1,5%) sia di quello nominale (3,1% nel 2019)". Confindustria invece prevede una frenata del Pil italiano all’1,1% nel 2018 e un calo allo 0,9% l'anno prossimo.

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