Tav: stop costa 75 milioni al mese. Garavaglia: asse Torino-Trieste fa 70% del Pil

Sulla Tav il tempo stringe e se non partono subito le procedure d'appalto lo Stato dovrà pagare qualcosa come 2,5 milioni di euro al giorno. A lanciare l’allarme oggi è il commissario straordinario di governo per la ferrovia Torino-Lione Paolo Foietta: "a dicembre devono partire le gare di appalto altrimenti parte il tassametro e ci sarà un danno erariale di 75 milioni di euro al mese".

Foietta ha sottolineato che non ci sono provvedimenti che bloccano l'opera ma "ad ora, solo parole in libertà. Ci sono invece gli impegni presi per gli appalti". Com’è noto la Lega è a favore della Tav, al contrario dell’alleato di governo M5s.

Paolo Foietta è commissario per la Tav dal 2016, il suo mandato scade a fine anno. Con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli non c’è stato molto dialogo, per usare un eufemismo.

"Sulla Tav si va verso una decisione pilotata, con esito già scritto. E sarebbe un serio danno per l’economia e anche per la credibilità del nostro Paese" ha detto l’architetto Foietta in una intervista a Quotidiano Next.

L’intervista al commissario Tav

Al quotidiano online il commissario ha spiegato in dettaglio quanto costa uno stop alla Tav ora, penali escluse:

Abbiamo già scavato 26 chilometri di gallerie e 65 chilometri di sondaggi geognostici. Un miliardo e mezzo è già stato speso e i due terzi sono stati pagati da Ue e Francia. Avranno pieno titolo di chiederci la restituzione delle somme che a causa dell’Italia sono state sprecate. Ci sono poi i 813 milioni di finanziamento vincolato da parte dell’Ue, che perderemmo. E poi ci sono i soldi per mettere in sicurezza i 26 chilometri di tunnel già scavati. E a questo vanno aggiunti i possibili contenziosi da parte delle aziende. E così si arriva facilmente ai 2 miliardi, senza parlare di penali.

Garavaglia: analisi costi-benefici facilissima

Foietta ha poi ricordato che la sezione transfrontaliera della Tav è finanziata per circa il 70% dall’Europa e dai francesi e che anche per questo sarebbe "assurdo" rinunciare a tale opportunità. E sempre oggi il sottosegretario leghista all'Economia, Massimo Garavaglia, ha risolto così l’interminabile analisi costi-benefici: "l'analisi è facilissima da fare: l'asse Torino-Milano-Trieste fa il 70% del PIL e quindi le merci devono circolare alla velocità giusta e nel modo migliore possibile".

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