Senato, ripristinato il condono per Ischia: arrivederci alla prossima emergenza!

Ripristinato il condono edilizio per Ischia nel 'Decreto Genova'

Come promesso ieri da Stefano Patuanelli, capogruppo del M5s a Palazzo Madama, l'aula del Senato questa sera "ha corretto la spiacevole stortura". L'esponente pentastellato si riferiva al condono per Ischia bocciato ieri dalla Commissione lavori pubblici del Senato, almeno nella parte che prevede l'applicazione alle istanze di sanatoria della legge 47 del 28 febbraio 1985 ("il condono Craxi"). Nello specifico era stato approvato un emendamento presentato da una senatrice di Forza Italia, Urania Papatheu, votato anche dai due dissidenti a 'cinquestelle' De Falco e Nugnes.

Le reazioni a questo fatto sono state le più disparate: il Pd ha esultato e ringraziato De Falco e Nugnes; il M5S ha iniziato ad affilare le lame per punire i dissidenti; Forza Italia, che ha proposto l'emendamento, ha invece iniziato a scricchiolare pericolosamente. Sei Senatori di FI (Domenico De Siano, Vincenzo Carbone, Antonio Pentangelo, Paolo Russo, Carlo Sarro e Luigi Cesaro), tutti eletti in Campania, hanno infatti deciso di auto-sospendersi non reputando accettabile che fosse stato proprio il loro partito a bloccare il condono inserito nel Decreto Genova, rivendicando con orgoglio la loro passione per le sanatorie.

L'emergenza è però rientrata oggi. Per scongiurare una diaspora a vantaggio della Lega di Salvini, la capogruppo di FI, Anna Maria Bernini, ha annunciato in aula libertà di voto sull'emendamento 25.12 proposto dalla compagna di partito Urania Papatheu, concedendo a tutti "la possibilità di rappresentare i propri territori, le proprie sensibilità, le proprie popolazioni, i propri cittadini, i bisogni delle proprie zone di provenienza". Il Pd, dal canto suo, per voce di Andrea Ferrazzi, ha potuto manifestare stupore (?) per il cambio di linea di Forza Italia.

Il Movimento 5 Stelle, invece, ha potuto rimarcare con Vito Crimi che quello per Ischia "non è un condono", dimostrando plasticamente, ancora una volta, di voler ignorare l'evidenza; ovvero il testo dell'art 25 del Dl Genova - denominato non a caso "Definizione delle procedure di condono" - che nell'ultimo capoverso del Comma 1 così recita: "Per la definizione delle istanze di cui al presente articolo, trovano esclusiva applicazione le disposizioni di cui ai Capi IV e V della legge 28 febbraio 1985, n. 47". Che tradotto vuol dire: le domande di sanatoria pendenti verranno esaminate tenendo conto dei criteri previsti dal "Condono Craxi", il più permissivo rispetto a quelli successivi del 1994 e del 2003, che rendevano (quasi) impossibile sanare edifici costruiti in zone pericolose. Che dire a questo punto: arrivederci alla prossima emergenza!

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