Cosa rischia l'Italia se l'Europa boccia la Legge di bilancio

cosa succede se l'Europa boccia la manovra del governo conte

Il giorno del giudizio per il governo Conte è arrivato: oggi 21 novembre 2018 la commissione Ue comunicherà in via ufficiale se la manovra italiana merita la bocciatura, aprendo l'eventuale procedura di infrazione per deficit eccessivo, in violazione della regola del debito. Salvo clamorosi colpi di scena la manovra verrà bocciata, ma cosa succederà all'Italia in tal caso?

Cosa succede se l'Europa boccia la manovra

Sanzioni. La bocciatura della Legge di bilancio si traduce in primo luogo in sanzioni fino a 9 miliardi di euro (tra i 2 e i 5 decimali di Pil) e se il governo decidesse di non pagare l'Europa sospenderebbe i finanziamenti comunitari per i progetti finalizzati a realizzare gli obiettivi della Bei, la Banca europea degli investimenti. Inoltre l'Italia potrebbe dire addio agli 11 e passa miliardi di euro che arrivano ogni anno nelle casse statali via Bruxelles.

Rating. Altro problema sono le agenzie di rating che potrebbero scegliere di declassare il debito sovrano dell'Italia, portando quindi i nostri titoli di Stato al livello junk (spazzatura) sui cui galleggiano pericolosamente. Lo spread è il termometro di un debito pubblico malato (grave): il flop dell'asta Btp Italia di ieri e avantieri conferma tutti i rischi per il fabbisogno finanziario dello Stato.

Spread e interessi più alti. Inoltre gli interessi da pagare sui titoli del debito dovuti all’aumento dello spread di questo passo ammonteranno a circa 21,7 miliardi nel giro di tre anni (3,1 miliardi quest'anno; 7,7 mld nel 2019 e 10,9 miliardi nel 2020). Se lo spread salisse a 400, dai 300 e passa punti base del livello attuale, la spesa per interessi schizzerebbe alle stelle, allora il downgrade dell'Italia da parte delle agenzie di rating sarebbe dietro l'angolo.

Ma lo spread sopra i 300 punti base delle ultime settimane ha causato già un primo effetto, sul tasso medio dei mutui e finanziamenti che ad ottobre sono aumentati per privati e imprese. A causa "dell’aumento dello spread nei rendimenti dei titoli sovrani" l'Abi spiega che il tasso medio sui nuovi mutui è salito a 1,87% dall’1,8% di settembre, mentre i tassi di finanziamento alle imprese sono aumentati in modo più consistente a 1,6% dall’1,45% del mese precedente.

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