Spazzacorrotti approvato alla Camera: la Lega non applaude

Il ddl anticorruzione è passato con 288 voti a favore

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Il disegno di legge Anticorruzione o Spazzacorrotti è stato approvato dalla Camera in prima lettura con 288 voti a favore, 143 voti contrari e 12 astenuti. Dopo “l’incidente di percorso” sulla norma che ammorbidiva il peculato - la maggioranza è andata sotto in aula per colpa dei franchi tiratori, con il M5s che ha accusato la Lega - il testo passa ora al Senato. Al voto finale di oggi sul provvedimento c’è stato un fragoroso applauso in aula da parte dei deputati grillini, mentre sono rimasti di pietra quelli del Carroccio.

Novità ddl anticorruzione o spazzacorrotti


Tra le novità del ddl Anticorruzione o Spazzacorrotti la sospensione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado, con entrata in vigore rinviata però al 2020, poi norme più stringenti per la rendicontazione di partiti, fondazioni e associazioni collegate e Daspo a vita per i corrotti.

Il Ministro Bonafede soddisfatto


"Sono soddisfatto e orgoglioso" ha commentato il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. "Andiamo avanti con la determinazione che richiede un provvedimento così importante. La maggioranza è stata chiara nell'assicurare l'approvazione entro dicembre". Al banco dei ministri all’atto della votazione finale oltre a Bonafede c'erano Luigi Di Maio, Riccardo Fraccaro e Paolo Savona che non si sono uniti all’applauso liberatore dell’aula ma si sono stretti la mano dispensando sorrisi.

L’emendamento Vitiello sul peculato


Il governo ha annunciato che la norma sul peculato passata con voto segreto su un emendamento dell’ex M5s Catello Vitiello, contro il parere dalla maggioranza, verrà ripristinata nella sua formulazione originaria al Senato. L'emendamento che a sorpresa ha mandato sotto il governo (e alla Camera la maggioranza è ampia e quel giorno l’aula era piena) riguarda il primo articolo del ddl anticorruzione. Appunto il reato di peculato.

In commissione erano emerse le divisioni tra la Lega che mirava a ridurre l’importanza del peculato al contrario dei 5 Stelle. Il peculato è il reato commesso da pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio che si appropriano di denaro o altro bene mobile altrui sfruttando le loro funzioni.

L’emendamento Vitiello modifica l’art. 314 del Codice penale e stabilisce che

Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio che, avendo per ragione del suo ufficio o servizio il possesso o comunque la autonoma disponibilità di denaro o di altra cosa mobile altrui, se ne appropria, salvo che tale distrazione si verifichi nell’ambito di procedimento normato da legge o regolamento e appartenga alla sua competenza, è punito con la reclusione da 4 anni a 10 anni e 6 mesi.

Con quel "salvo che" troppo indigesto per il M5S, soprattutto perché per alcuni casi di peculato la riduzione delle sanzioni potrebbe agevolare l’estinzione del reato.

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