Fiducia alla Camera sul dl Sicurezza: la Lega blinda la maggioranza

Il Carroccio serra i ranghi

questione di fiducia sul dl sicurezza Conte e Matteo Salvini

Sul decreto Sicurezza il governo porrà la questione di fiducia. Lo si apprende in serata da ambienti della Camera dei deputati. Lunedì 26 novembre nel pomeriggio un voto procedurale taglierebbe la discussione generale arrivando rapidamente alla fase del complesso degli emendamenti, nella quale può essere messa la questione di fiducia.

Cos’è la questione di fiducia e cosa comporta

La questione di fiducia, disciplinata dai regolamenti parlamentari, viene apposta dal governo quando questo ritiene che un suo provvedimento, su cui deve esprimersi il parlamento, sia di fondamentale importanza per perseguire il proprio programma. Un eventuale voto contrario di Camera o Senato sulla questione di fiducia si tradurrebbe nella formalizzazione delle dimissioni da parte dell’esecutivo.

In caso di bocciatura della questione di fiducia il governo dovrebbe tornare a casa perché scegliendo di porre la fiducia ha accettato il rischio giuridico di doversi dimettere in caso di voto contrario. È chiaro che ponendo la questione di fiducia il governo blinda la maggioranza che lo sostiene.

Salvini: "approvare entro 3 dicembre o salta tutto"

In questo caso è la Lega a serrare i ranghi con l’alleato 5 Stelle (anche se la maggioranza a Montecitorio è ampia) visti i malumori dei grillini sul decreto legge Sicurezza che dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale va convertito in legge entro il limite massimo di 60 giorni. Salvini nei giorni scorsi aveva già avvisato: o il dl si approva entro il 3 dicembre o salta il banco. Il testo approderà alla Camera domani, 23 novembre.

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