Global Compact Onu sui migranti, Conte: "decide il Parlamento"

Cos'è il Global compact, perché la Lega non lo vuole e quali sono le ragioni avanzate da favorevoli e contrari al trattato Onu

Salvini contro global compact onu

Aggiornamento ore 18.30 - Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte dopo l'attacco di Maurizio Martina che lo ha accusato di rimangiarsi la parola data, spiega che sul "Global Migration Compact decide il Parlamento" aggiungendo che il governo non parteciperà alla Conferenza internazionale di Marrakech, primo passaggio per l'intesa mondiale sulle migrazioni: "Sono temi diffusamente sentiti. Il governo si riserva di aderire solo quando si sarà pronunciato il Parlamento".

Il ministro degli Esteri Moavero Milanesi spiega che serve "un approfondimento nel governo, che terrà conto degli stimoli parlamentari". Nota la posizione di Salvini: "come hanno fatto gli svizzeri, il governo italiano non firmerà alcunché e non andrà a Marrakech. Deve essere l'Aula a discuterne. Il governo italiano farà scegliere il Parlamento".

Salvini tira fuori l'Italia dal Global Compact. Di Maio e Conte che dicono?

L’Italia non aderirà al Global Compact sulle migrazioni proposto dall’Onu quindi non prenderà parte alla conferenza intergovernativa di Marrakesh che si terrà il 10 dicembre prossimo le cui linee guida dovranno poi essere avallate dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Così ha detto oggi il ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini alla Camera.

"L’Italia non firmerà la proposta Global Compact ONU sull'immigrazione e il governo non andrà alla riunione di Marrakesh. Avanti!" ha scritto su Facebook poco dopo il suo intervento in aula il ministro. Ma cos'è il Global Compact sull’immigrazione?

Cos'è il Global Compact Onu

Il progetto Global compact o Trattato di New York nasce nel 2016 e mira a dare una risposta unitaria e globale al fenomeno dei flussi migratori. L’obiettivo del trattato, che per ora ha visto l’adesione di 190 paesi, è quello di creare una rete internazionale di protezione per l’accoglienza sicura di immigrati e rifugiati politici. Nel mondo Stati Uniti, Brasile e Australia si sono già chiamati fuori, cosa che in Europa hanno fatto anche i paesi del blocco di Visegrad, Austria e alcuni paesi baltici.

Cosa prevede il Global Compact

In estrema sintesi il progetto Global Compact vuole considerare il fenomeno migratorio in maniera globale, dando una disciplina comune internazionale che poggi sulla sottoscrizione del trattato da parte degli stati aderenti. Il problema per i sovranisti di ogni angolo del pianeta è che il Global Compact toglierebbe agli Stati la loro sovranità in materia di immigrazione.

Il trattato Onu sull’immigrazione prevede la garanzia del rispetto di procedure di frontiera eque, secondo la disciplina del diritto internazionale, una lotta senza quartiere ai trafficanti di essere umani, un aiuto maggiore ai paesi che accolgono più migranti, il rafforzamento dei sistemi di integrazione, il salvataggio di chi è in fuga, la creazione di occasioni lavoro e di sistemi di acceso al reddito sia per i rifugiati sia per le comunità che li ospitano.

Le posizioni nel governo italiano

Nell’esecutivo Conte è predominante la posizione della Lega contro quella del ministro degli esteri Enzo Moavero Milanesi, che si era mostrato aperto all’adesione al trattato. Movimento 5 stelle non pervenuto, ma difficilmente si metterà contro Salvini. A tal proposito sarebbe bello capire cosa pensano di una questione così importante l’altro vicepremier Luigi Di Maio e il premier Giuseppe Conte.

Al contrario la posizione del Carroccio sul trattato di New York è efficacemente sintetizzata dal sottosegretario agli Esteri, Guglielmo Picchi: "È uno strumento globalista e terzomondista in chiaro disaccordo con le idee della Lega. Nel Contratto di Governo è presente la nostra posizione: la pressione migratoria e la gestione del fenomeno ereditate da Renzi e Gentiloni sono giudicate 'insostenibili'. Questo Global Compact si pone in linea di continuità con quella impostazione fallimentare, tant’è vero che è stato il passato governo a negoziarlo e instradarci all’adesione".

L'altro sottosegretario agli Affari Esteri Manlio Di Stefano (M5s) dopo le dichiarazioni di Salvini di oggi ha spiegato che è "opportuno parlamentarizzare il dibattito" sul trattato pur giudicando "corretta la scelta dell'esecutivo di non partecipare all'incontro di Marrakech" nell'attesa che si pronuncino le Camere. Dal Pd Maurizio Martina attacca e parla di "comportamento vergognoso" dell'esecutivo.

Perché il Global Compact conviene all’Italia

Secondo altri però il Global Compact farebbe solo bene all’Italia. Per il periodico del terzo settore Vita infatti l’adesione sarebbe utile per una "definizione complessiva, coerente e lungimirante della politica migratoria" italiana superando "l’approccio emergenziale e settoriale".

Inoltre l’adesione al trattato rafforzerebbe le relazioni internazionali e quelle con gli altri paesi europei favorendo "i necessari accordi bilaterali con i paesi di provenienza e di transito" dei migranti. In ultima analisi il trattato è visto come strumento per superare se non del tutto almeno in parte "l’inconciliabilità delle posizioni contrapposte, indicando quel comune filo conduttore su cui poggiare le priorità e le scelte. Rafforzando così anche la richiesta italiana di maggiore cooperazione e solidarietà e di decisioni politiche maggiormente condivise".

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