Silvia Romano rapita in Kenya, Polizia ottimista

Silvia Romano rapita

Sulla liberazione di Silvia Romano, operatrice volontaria di una Ong rapita in Kenya la scorsa settimana, la polizia del paese africano si dice ottimista. La fiducia degli investigatori in merito al lieto fine del sequestro della 23enne italiana deriverebbe dall'arresto della moglie di uno dei componenti della banda dei rapitori che volevano un riscatto lampo secondo le ultime informazioni.

Silvia però, al momento del rapimento, non avrebbe avuto con sé soldi e nemmeno un cellulare da poter barattare in cambio della sua libertà. La donna fermata dalla polizia keniana starebbe collaborando con le autorità mentre gli agenti stanno passando al setaccio la zona boschiva di Garsen, nella contea di Tana River, nel sud-ovest del paese, dove la ragazza sarebbe stata nascosta secondo le autorità locali.

Nel centro di coordinamento delle ricerche "Tana Delta" di Garsen, da dove partono le camionette per le ricerche della ragazza, i responsabili parlano di sequestratori che sarebbero stati oramai "accerchiati" come riferisce l'Ansa che cita un colloquio diretto con la base. La Farnesina intanto fa sapere di essere in costate contatto con le autorità del paese africano pur "mantenendo un doveroso riserbo sulle indagini. Faremo tutto il possibile per riportare Silvia a casa" ha detto il ministro per gli Affari Esteri Enzo Moavero Milanesi.

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