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Berlusconi, la Riforma Presidenziale e il Presidenzialismo. Ma di cosa parliamo?

Pubblicato: 29 mar 2009 da Bruno Marino

Commenti dei lettori

Uno spettro si aggira per l’Italia: la Repubblica Presidenziale. Già nei sogni del MSI, di Craxi (ricordate la “Grande Riforma”?), di Berlusconi, e in generale di tutti quelli che vedono la vittoria alle elezioni come la conquista definitiva del potere (ignorando anche le basi della teoria politica democratica), la riforma che dovrebbe portare l’Italia nel novero delle “democrazie governabili” sembra urgente e indispensabile.

Ha dato il via alle danze Berlusconi, che al congresso fondativo del PDL ha detto:

“La Costituzione va rivitalizzata e arricchita. Una delle missioni della nostra maggioranza – ha aggiunto – è ammodernare l’architettura istituzionale dello Stato”. Ha dato ragione a Fini, che aveva usato la metafora del calabrone e della farfalla. “È il tempo di passare dal calabrone alla crisalide ed è tempo che la crisalide diventi finalmente farfalla. E che l’Italia, come una farfalla, possa spiccare finalmente il volo”. Le riforme dovranno dare più poteri al premier, che “al contrario delle favole scritte su di me dalla sinistra, non ho poteri, se non quelli che derivano dalla mia autorevolezza”. I poteri che la Costituzione assegna al presidente del Consiglio sono praticamente inesistenti (li ha definiti “finti”).”

Anche Maurizio Belpietro, dalle colonne di Panorama, ha detto la sua: cambiare la Costituzione, per dare finalmente al premier i poteri di cui avrebbe un disperato bisogno.

Ora, a parte il fatto che definire Berlusconi “armato solo di moral suasion”, prigioniero della sua maggioranza, dotato solo di finti poteri (ma, pare, di vere televisioni e di veri giornali) è, come dire, un pò riduttivo, è bene spiegare alcune cose.

Assegnare molti poteri al Presidente della Repubblica può facilmente portare un paese ad una dittatura, totalitaria o autoritaria. Modello Sudamerica, per intenderci. La soluzione è un forte sistema di checks and balances, di pesi e contrappesi, per limitare l’azione del governo (e quindi del Presidente). Ad esempio, un Parlamento forte che controlli (in parte), limiti e circoscriva l’azione del governo. Modello USA, dove

” […] nonostante l’accresciuto ruolo presidenziale, il legislativo ha conservato un indubbio potere di condizionamento dell’esecutivo. Ecco perchè continua ad essere ritenuto il più potente legislativo nelle democrazie contemporanee.”
(tratto da Sergio Fabbrini - Politica Comparata, pagina 123)

Il Congresso USA dispone di formidabili poteri, che vanno dalla possibilità (remota ma sempre presente) di mettere in stato d’accusa il Presidente (l’impeachment, do you remember Clinton e Nixon?), dal controllo sulla nomina dei segretari dei vari dipartimenti della Presidenza, al controllo della “borsa della spesa” (cioè delle leggi di bilancio).

Il sistema di “governo separato” statunitense prevede infatti che sia il conflitto tra istituzioni a garantire la democraticità dell’impianto statale. Un conflitto che deve essere risolto da compromessi, da accordi e da soluzioni intermedie. Esistono naturalmente casi in cui il Presidente può influenzare pesantemente il Congresso (soprattutto quando la maggioranza nei due rami del Congresso sia politicamente vicina al Presidente), ma si tratta di eccezioni, di situazioni temporanee. Altrimenti, pensate ai danni che avrebbe potuto fare George W. Bush (come se non ne avesse fatti abbastanza!).

Naturalmente, gli ameregani di casa nostra, da Berlusconi a Ferrara, non hanno la minima idea di come funzioni la democrazia in America. Vogliono semplicemente creare un sistema di governo che butti a mare tutte le garanzie della nostra Costituzione, che consegni a chi è stato “eletto dal popolo” tutto il potere, che porti la magistratura sotto il controllo dell’esecutivo. Niente di nuovo, ma questa non è una Repubblica Presidenziale. E’ un regime.

P.S. Si può ancora parlare di regime o rischiamo di passare per quelli che vogliono “distruggere il dialogo”? Fateci sapere.

Foto: TopTechWriter.US da Flickr

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5 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di ice

    ice

    30 mar 2009 - 08:21 - #1
    0 punti
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    nella mia zona aziende ancora floride che avevano stanziato già dallo scorso anno fondi per marketing/celebrazioni/eventi li hanno depennati….per senso di responsabilità qualora, non ora che vanno ancora beben, ma tra 6 mesi dovessero mettere degli operai in cassa integrazione
    L’Italia tutta è in crisi, se avessero un po di pudore i politici si taglierebbero prima di stipendio, e dalla prossima legislatura si dimezzerebbero di numero

  • bissis

    30 mar 2009 - 09:20 - #2
    3 punti
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    certo se sei presidente MA anche immune alle leggi… la cosa non funziona proprio come in america immagino

  • Profilo di makanaki

    makanaki

    30 mar 2009 - 11:45 - #3
    1 punto
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    A me ieri è venuto il voltastomaco. Grazie alla pluralità dell’informazione non c’e’ stato canale che non trasmettesse in diretta l’evento, senza contare i giorni precedenti.
    Si è salvata solo quella comunista di RAITRE che almeno ha fatto un po’ di cultura.

    Non ricordo che per la costituiente del PD ci fosse stato uno spiegamento di mezzi del genere.

  • calcabrina

    30 mar 2009 - 11:55 - #4
    -2 punti
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    Non sono un costituzionalista e non so come funzionano le cose in America. Se Presidente e Congresso sono dello stesso colore, non vedo dove stanno tutti questi contrappesi. Vedo però come vanno le cose in Italia. Non ci sono contrappesi contro il governo? Ma va la!
    Referendum a ritmo continuo (a tutt’oggi già 59+4), stampa più autorevole contro, magistratura contro, sindacati politicizzati contro, centinaia di TV private rigorosamente contro, poteri istituzionali, quali?
    Il capo del governo in Gran Bretagna, Francia, Spagna, Germania, Russia, ha ben altri poteri che non il capo del governo in Italia.
    La Costituzione italiana va coretta.
    C’è il rischio di dittatura di tipo sudamericano?
    Ma se non siamo in una repubblica delle banane adesso.
    Quando allora?
    http://i42.tinypic.com/vngs9s.jpg

  • Profilo di brunoM

    brunoM

    31 mar 2009 - 01:46 - #5
    0 punti
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    @ 4: se presidente e congresso sono dello stesso colore, non sono la stessa cosa. A parte il fatto che hanno tempi e modi di elezione diversi, e a parte il fatto che “rispondono” ad elettorati diversi, la strutturazione dei partiti politici americani è molto diversa rispetto a quella europea ed italiana. Il Congresso USA è dotato sempre e comunque di una certa autonomia, ridotta ma non azzerata quando c’è consonanza politica con la Presidenza.

    Non ho detto che in Italia non ci sono contrappesi al governo. Ma la riforma che hanno in mente questi signori ci porterebbe vicino alle care vecchie repubbliche bananiere da te ricordate.

    Interessante dire “tv private contro”. L’altra sera ho visto Fede che criticava ferocemente Berlusconi. Avresti dovuto vederlo.

    Il capo del governo, a parte il caso della Russia che è una dittatura de facto, ha poteri diversi in ognuna delle democrazie che hai citato. Che comunque sono diverse dalla nostra. Funzionano in modo diverso, hanno attori politici diversi, ecc. Sicuramente non hanno i poteri che Berlusconi vorrebbe, in quanto egli non ha la minima idea di cosa sia uno Stato democratico.