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Federalismo in direttura d'arrivo: parte il tour de force per l'approvazione

Pubblicato: 31 mar 2009 da G.L. Barone

parlamentoGli intenti di Governo vorrebbero la legge sul federalismo approvata in via definitiva tra la fine di aprile e maggio. Ciò significa che il Senato dovrà esaminare il testo (lo stesso già licenziato dalla Camera) molto velocemente e che ovviamente questo non dovrà subire modifiche che obbligherebbero ad un ritorno nell’altro ramo del Parlamento.

Il periodo però è decisamente “full” per il programma dei palazzi romani e ovviamente gli argomenti economici sembrano avere una corsia preferenziale: il Decreto legge 5, innanzitutto, sulla crisi economica e sul sostegno all’industria scadrà il 12 aprile e deve ancora risolvere l’annosa questione dei 150 milioni di euro reclamati dai sindaci per i fondi ICI, stanziati a loro favore e mai arrivati nelle casse dei comuni.

Il Parlamento dovrà poi affrontare, sempre prima del federalismo, il decreto sulle quote latte, la questione intercettazioni, le misure contro l’usura, il decreto legge 11 contro la violenza sessuale e il Ddl sulla sicurezza che, si dice, dovrebbe fare marcia indietro sulle norme anticlandestini, volute proprio dal carroccio.

Ma il partito di Bossi, prima di tornare alla carica sulla questione clandestini, deve portare a termine il percorso della legge sul federalismo, una legge che, come detto, sarà giocoforza identica a quella già approvata a Montecitorio. Il testo approvato rischia però di non essere sufficiente ad affrontare i problemi delle autonomie anche perché è un “po’ troppo generico”: non solo perché rinvia ai decreti attuativi che dovranno essere approvati in seguito ma soprattutto perché glissa su molti aspetti economici della riforma.

Sicuramente, se la legge fosse concretamente attuata con i decreti, così come vorrebbe il legislatore, i risparmi per “l’azienda Italia” potrebbero essere consistenti. La paura, tuttavia, è che il federalismo porti invece solo una moltiplicazione dei centri di costo, tesi avvalorata anche dai molti compromessi accettati dalla Lega pur di portare a termine il progetto (esempi su tutti i megafinanziamenti ai comuni di Roma e Catania),

Se il trend non sarà modificando, premiando i “virtuosi” e penalizzando gli enti e le regioni in deficit, difficilmente la legge sul federalismo potrà affrontare i problemi che si prefigge di risolvere.

Un’ultima considerazione, apparsa in settimana su ItaliaOggi in un articolo di Marino Longoni, connessa con la crisi economica: in questi ultimi tempi, infatti, il ruolo degli stati nazionali “come unici soggetti in grado di gestire, per quanto possibile, una crisi planetaria come quella che si è scatenata dai subprime americani è stato determinante. Uno stato federalista, con competenze e risorse finanziarie più segmentate, avrebbe avuto la medesima capacità di reazione?”.

foto: Flickr | CiuPix

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9 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Mattia77

    Mattia77

    31 mar 2009 - 10:08 - #1
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    l’ultimo commento è spettacolare, gli usa sono uno stato federale.
    L’articolo più brutto che abbia mai letto.

  • Profilo di Lea

    Lea

    31 mar 2009 - 10:35 - #2
    0 punti
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    invece trovo il post fatto bene perché offre spunti interessanti per la riflessione.

  • Profilo di Utan

    Utan

    31 mar 2009 - 11:20 - #3
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    Sicuramente il federalismo italiano in corso d’opera in parlamento è raffazzonato e basato sul buio completo per quanto riguarda previsioni dei costi …un ennesima por..ata (alla Calderoli)

  • Profilo di Utan

    Utan

    31 mar 2009 - 11:22 - #4
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    1-
    In effetti si auto contraddice in due righe…;-)

  • Profilo di Lea

    Lea

    31 mar 2009 - 12:24 - #5
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    4
    non è questione di contraddirsi. semmai i due concetti (che sembrano contrapposti), andrebbero approfonditi. forse il mancanto approfondimento dipende dal numero max di battute disponibili per post.

  • Poncho

    31 mar 2009 - 13:51 - #6
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    Ma quelli che blaterano di “federalismo” sanno almeno che significa? E sanno che queste iniziative legislative non hanno nulla a che fare col federalismo?
    Oppure, più probabile, sanno anche loro benissimo solo uno slogan per gasare l’elettorato leghista umiliato dai continui regali a Roma-Catania e co.

  • incubo 2

    31 mar 2009 - 16:46 - #7
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    l’italia è al capolinea,questa volta è il ko finale.

  • Profilo di fosforix

    fosforix

    31 mar 2009 - 22:06 - #8
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    a me pare che per capire il concetto dell’ultima frase basti leggere…
    sarò io ma a me sembra chiarissimo… in ogni caso è una citazione di un’altro articolo che forse andrebbe letto!
    per chi non lo capisce: significa semplicemente che un federalismo che duplica i poteri e divide le risorse rende più difficile la lotta alla crisi. forse sarebbe meglio uno stato unitario forte che tanti piccole realtà “federali” che senza lo stato centrale dal quale voglione prendere le distanzre, non potrebbero fare molto…

  • Luigi 32

    02 mag 2009 - 16:19 - #9
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    Il federalismo ormai andrà in porto : secondo qualcuno sono tutti inesperti quelli che lo hanno voluto ?Solamente una piccola parte politica non lo ha voluto . Non siamo in America caro signor Mattia, siamo in Italia . Noi del nord lo vogliamo per tutta la Nazione e non soltanto per il settentrione,.Roma sperpera il denaro dei contribuenti dilapidando burocraticamente le risorse delle regioni più redditizie. Quando questa legge andrà in vigore, prima dovra essere esaminata, da gradi esperti , come hanno fatto altri stati più evoluti.

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