Milano, corteo contro Salvini: "Mai più lager per migranti"

Studenti e centri sociali protestano contro il decreto Salvini.

Manifestazione Milano contro Salvini e chiusura Cas

A Milano oggi c'è stata una manifestazione che ha visto la partecipazione di migliaia di persone che protestavano contro la decisione del ministero dell'Interno di chiudere il centro di accoglienza per richiedenti asilo di via Corelli e più in generale contro il decreto Sicurezza di Matteo Salvini (che nel frattempo è stato approvato dal Parlamento). Il corteo ha visto sfilare centri sociali, studenti, anarchici, ma anche associazioni cattoliche che si occupano di migranti, tutti uniti dallo slogan "Mai più lager".

Il fatto che la protesta fosse indirizzata soprattutto contro Salvini si evince anche da alcuni manifesti con scritte come "Lega Salvini e lascialo legato" o "Lega ladrona. Salvini casta". Ci sono state anche alcune tensioni secondo quanto riferito dalle forze dell'ordine che hanno tenuto a bada il corteo.

Il centro di accoglienza (Cas) per richiedenti asilo di via Corelli sarà trasformato in Cpr, ossia centro per il rimpatrio, ma questo è l'ennesimo cambio di sigla per questo e altri centri simili. Nel 1998 la legge Turco-Napolitano istituì i centri di permanenza temporanea, poi i governi di centrodestra li hanno trasformati in Cie, ossia centri di identificazione ed espulsione, ma fino a quel momento, di fatto, si trattava di luoghi in cui gli stranieri senza permesso di soggiorno o con documenti non validi venivano rinchiusi in stato di detenzione e identificati quadra fosse possibile, poi espulsi dall'Italia.

Nel 2013, invece, c'è stata una svolta trasformando questo tipo di centri in Cas, ossia centri di accoglienza, ma adesso il decreto Salvini fa tornare indietro e li fa diventare nuovamente dei centri per il rimpatrio.

Il centro sociale Cantiere ha pubblicato una sorta di manifesto di questa protesta in cui ha spiegato:

"Ad accusarci di 'buonismo' sarà solo chi è così cieco da non avere ancora compreso che gli stranieri nel nostro Paese sono solo le cavie dell'ultimo stadio dell'esperimento di successo, avviato negli anni Novanta, di marginalizzazione delle minoranze e delle diversità, di sfruttamento delle categorie più deboli, ma anche di progressiva precarizzazione dei diritti civili, sociali e politici, che interessano tutte e tutti. Mentre l'istigazione all'odio dello straniero (ormai... istituzionalizzata) è solo l'arma di distrazione di massa per mimetizzare questo processo trasversale, oltre ad essere il fondamento di una irresponsabile strategia elettorale, allo stato - anzi, allo Stato - purtroppo vincente"

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