Crescita stagnante e rischio double dip: governo obbligato a trattare sul deficit

Per Goldman Sachs l’Italia potrebbe trovarsi in recessione a inizio 2019, ma l'ambasciatore Usa a Roma plaude alla manovra di bilancio

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L’Italia di oggi rischia la recessione commenta l’ex premier Matteo Renzi dopo che l’Istat ha certificato che l’economia a ottobre è risultata in calo, stagnante dopo 3 anni di crescita consecutiva. Visto il trend, le magnifiche e progressive previsioni del governo italiano di un Pil in grado di sostenere la manovra di bilancio del cambiamento, sembrano scontrarsi contro un muro.

L’economia italiana è davvero a rischio double dip termine che gli economisti usano per indicare una recessione seguita da una ripresa a cui segue un'altra recessione? Secondo la banca d’affari americana Goldman Sachs il rischio recessione è più che concreto, già a partire dai primi mesi del 2019

Dombrovskis: cambio Toni non basta, serve correzione

Ecco perché con un quadro così davanti, il governo Conte non può più permettersi di fare la voce grossa con l’Europa e al di là delle dichiarazioni dei leader starebbe trattando per portare il deficit dal 2,4% al 2,2-2% del Pil per la manovra 2019. La commissione Ue per evitare la procedura d’infrazione vuole che il deficit sia portato appena sotto il 2% il che significherebbe un risparmio di spesa di 8 miliardi circa.

"Nelle ultime settimane vediamo un cambio di tono, il governo italiano è pronto a discutere e impegnarsi a cambiare la sua traiettoria di bilancio ma non si tratta solo di cambiare il tono della discussione ma di fare una correzione consistente" ha ribadito stamattina il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis. "La strategia del governo italiano non sembra funzionare ed è importante che la cambi. La crescita attesa non c'è stata e si assiste piuttosto "un aumento considerevole dei rendimenti che comincia a pesare sull’economia reale. Le previsioni italiane penso siano troppo ottimistiche”.

Modifiche a reddito e quota 100?

Per modificare i saldi della manovra dal 2,4% del rapporto deficit/Pil al 2% però bisognerebbe ritoccare al ribasso, o rinviare almeno in parte, reddito di cittadinanza e quota 100 i due provvedimenti simbolo dei vicepremier, rispettivamente di Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Misure che non a caso ancora non esistono e dovranno essere poi collegate alla manovra di bilancio: "I tecnici stanno limando i numeri e poi arriverà il numeretto, io non passo il tempo con Conte e Di Maio a dire 2,3 o 2,7%" ha detto oggi Matteo Salvini a Rtl 102.5: "l'Europa deve chiedere come uso i soldi, non di fare l'1,9".

Tria stasera all'Eurogruppo

Questa sera intanto a Bruxelles è atteso all’Eurogruppo (composto dai ministri delle finanze dei 19 stati dell’eurozona) il ministro dell’Economia italiano Giovanni Tria proprio per discutere della manovra di bilancio 2019, mentre Di Maio e Salvini vedranno il premier Giuseppe Conte per fare il punto della situazione.

Il governo può venire incontro alle richieste dell’Europa entro il 18 dicembre prossimo. Il giorno dopo la Commissione, se i saldi della manovra resteranno invariati, potrà scrivere la sua raccomandazione per l’apertura di una procedura d'infrazione a carico dell’Italia, lettera che sarà poi valutata dall’Ecofin, cioè il consiglio dei ministri dell’Economia e delle Finanze europei, previsto per il 22 gennaio prossimo.

L'endorsement americano

Fuori dal coro, il governo incassa l’endorsement dell’ambasciatore americano a Roma che cita l'apprezzamento espresso da parte di Donald Trump con un tweet: "Il processo sul budget intrapreso è significativo per l'Italia, per l'Ue e per il mondo" ha detto Lewis Eisenberg intervenuto allo US Italy Dialogue organizzato dall'Aspen all'Istituto a Roma.

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