Conte: "Tempi più lunghi per le riforme? Forse, ma le faremo"

L'intervista del presidente del Consiglio a La Repubblica

giuseppe conte

"Con la commissione Ue devo parlare io": Giuseppe Conte rivendica la titolarità a dialogare con l’Europa e lo fa nel corso di una lunga intervista concessa oggi al quotidiano ‘La Repubblica’. "Sono io il presidente del Consiglio", ribadisce il premier che agli occhi dell’opinione pubblica è spesso troppo “sottomesso” alle due forti figure dei vicepresidenti Salvini e Di Maio. Sono giorni frenetici per la maggioranza di governo, alle prese con le modifiche alla manovra che dovranno evitare la procedura d’infrazione. È probabile che qualche provvedimento contenuto nel contratto di governo tra Lega e Movimento 5 Stelle, sia rinviato: "Riforme? Ho una maledetta fretta di realizzarle - aggiunge Conte - ma ritardarle non vuol dire tradirle, solo prendere il tempo che serve a fare le cose per bene".

Ribadendo di non aver mai interrotto il dialogo con l’UE, Conte sottolinea come le riforme che vuole fare questo governo richiedano dei tempi e, prosegue, "sono tempi che scopriamo nel momento in cui le scriviamo". Insomma, la volontà della maggioranza non cambia, ma i tempi non sono e non possono essere certi, soprattutto per reddito di cittadinanza e quota 100. "Fino a quando un provvedimento non è scritto le date possono cambiare ma io quelle riforme le realizzerò", ammette il presidente del Consiglio, smentendo sostanzialmente il vice Luigi Di Maio che aveva parlato di tessere già in stampa e centri per l’impiego già pronti per marzo.

Conte: "Moderiamo le dichiarazioni, stiamo trattando"

Tornando sulla trattativa con l’Europa, il premier ammette che in questa fase occorra molto equilibrio, è fondamentale non sbilanciarsi e soprattutto evitare esternazioni che potrebbero rovinare il lavoro di diplomazia attualmente in corso. Sembra quasi un monito che calza a pennello per il ministro Salvini: "Siamo nel corso di una trattativa, quindi da parte nostra c'è l'impegno a moderare le dichiarazioni. Quando si tratta, le parti devono abbassare i toni. I numeri? Per ora non se ne può parlare, la comunicazione è fondamentale in questa fase, come lo è aver aperto un negoziato. Dalla cena di sabato scorso al G20 a lunedì lo spread è calato di 30 punti secchi. Io non ho mai parlato di decimali - insiste - e noi siamo un governo pragmatico e post-ideologico. Non abbiamo fatto una manovra per andare allo scontro con l'Europa, ma per fare le riforme, applicando il contratto. Poi, nel momento in cui c'è la possibilità di ridurre l'impatto economico di alcune misure, io sono qui".

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO