Belgio e Italia insieme contro i profughi che vanno in vacanza nei loro paesi

Sul Global Compact Onu, Bruxelles come Roma: governo Michel in seria difficoltà per i nazionalisti fiamminghi

Il governo belga firmerà oggi un’intesa con quello italiano in merito alla questione dei "profughi che cercano di abusare dello status di protezione e vanno in vacanza nel loro Paese di origine. Firmeremo per lottare contro l'abuso delle leggi del sistema di asilo. Dobbiamo essere aperti verso i veri profughi, ma dobbiamo essere più duri contro chi cerca di approfittarsi della nostra ospitalità".

A spiegarlo, da Bruxelles, è il sottosegretario di stato belga all'Asilo Theo Francken, espressione dei nazionalisti fiamminghi (NVA) che detengono il maggior numero di seggi nelle due camere del parlamento federale.

Sulla questione dell’accoglienza ai migranti il governo guidato da Charles Michel, formato da una coalizione di liberali fiamminghi, fiamminghi democristiani, dall’Alleanza neofiamminga (i nazionalisti di NVA) e dal Movimento riformatore (francofono), è in seria difficoltà e rischia la crisi.

Al centro del dibattito il Global Compact dell’Onu sui migranti, il documento programmatico delle Nazioni Unite che vuole dare uno standard di accoglienza internazionale, la cui approvazione dovrebbe avvenire durante il summit del 10 e 11 dicembre organizzato a Marrakech, in Marocco.

L'Alleanza neofiamminga si è messa contro i partner di governo sostenendo che le linee guida del Global Compact, seppur non vincolanti, limiterebbero troppo la sovranità nazionale favorendo flussi migratori incontrollati in arrivo nel paese. La stessa tesi sostenuta da Matteo Salvini in Italia e dai sovranisti di tutt'Europa.

Ieri il premier belga ha cercato di mediare e trovare un accordo ma vista la posizione irremovibile dei nazionalisti, anticipata da una campagna social molto criticata in difesa della "propria cultura", Michel ha passato la palla al parlamento dove la maggioranza dei deputati sarebbe a favore del Global Compact. Anche in Italia, dopo che il governo ha fatto sapere che non andrà a Marrakesh, il premier Giuseppe Conte ha detto che a decidere saranno le Camere.

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