L'Ue avverte l'Italia: "Se la Tav si fa in ritardo rischia di dover restituire i fondi"

La replica di Toninelli su Twitter: "L'Ue non si preoccupi".

Commissione Europea su Tav e fondi Italia

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli, in accordo con la sua omologa francese Elisabeth Borne, due giorni fa ha comunicato che è stata presa la decisione di rinviare i bandi per gli appalti relativi alla Tav Torino-Lione ad aprile 2019, ma oggi è arrivata la replica dell'UE, che ha fatto capire che questi ritardi potrebbero costare cari all'Italia.

Il portavoce della Commissione europea per i Trasporti Enrico Brivio, infatti, oggi, in conferenza stampa a Bruxelles, ha risposto ai giornalisti sul caso della Tav e ha spiegato:

"La Commissione europea non può escludere che potrebbe essere costretta a chiedere all'Italia di restituire i contributi già concessi nell'ambito della Connecting Europe Facility. Se non saranno spesi ragionevolmente in linea con le scadenze previste dall'accordo di finanziamento, in applicazione del principio 'o si utilizza o si perde'. Nessuna cifra può essere indicata in questa fase, ma speriamo che non accada, dato che pensiamo che la Torino-Lione sia un progetto importante"

Poi Brivio ha insistito su quanto la Tav non sia importante solo per Italia e Francia, ma per tutta l'Europa, soprattutto nel contesto del corridoio mediterraneo Eu-Ten-T e ha aggiunto:

"A causa della sua dimensione strategica per l'Europa il corridoio è cofinanziato in misura significativa dal bilancio Ue. E, come ogni altro progetto finanziato dall'Europa, Connecting Europe facility si fonda su un accordo di finanziamento che prevede una chiara tempistica per il completamento dei lavori"

Il ministro Toninelli tramite Twitter ha detto:

"Come detto di persona alla Commissaria Bulc sulla Tav, l'Ue non si preoccupi. Tutto l'iter sarà gestito in condivisione con la Francia e nel rispetto del contratto di governo. Non verranno sprecati soldi pubblici e, anzi, saranno utilizzati al meglio per il bene dei cittadini"

Intanto, facendo due calcoli, la cifra che l'Italia potrebbe ritrovarsi a dover restituire potrebbe aggirarsi attorno a 1,7 miliardi di euro, ossia gli 871 milioni già versati da Bruxelles per i sondaggi (che sono stati portati a termine) e altri 814 milioni di euro per la prima fase dell'opera. Il commissario alla Tav Paolo Foietta aveva già detto, infatti, che se entro dicembre non fossero partite le gare di appalto, ci sarebbe stata una perdita di 75 milioni al mese. Ma le gare di appalto, secondo quanto deciso da Toninelli e Borne, partiranno come minimo ad aprile 2019.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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