Salvini: "Chi aiuta i clandestini odia gli Italiani"

Prosegue il duro braccio di ferro tra Salvini e i sindaci - su tutti il napoletano de Magistris e il palermitano Orlando - che hanno annunciato di non voler rispettare una parte del cosiddetto Dl Sicurezza. Orlando, in modo particolare, ha spiegato le ragioni del suo dissenso, sottolineando il fatto che non si tratta di un problema squisitamente politico, bensì tecnico. Il Sindaco di Palermo ha evidenziato gli effetti perversi del decreto, che rischia di incidere negativamente sui territori.

In un primo momento Salvini aveva iniziato la sua diretta FB fuori da una baita di montagna nella quale stava pranzando, utilizzando questa frase per accompagnare la sua condivisione: "Chi aiuta i clandestini odia gli Italiani, ne risponderà davanti alla Legge e alla Storia. Io non mollo!!!". Poi è stato costretto a rifugiarsi nella baita, dove ha avviato una nuova diretta accompagnandola con un'altra frase, più moderata nei toni: "Chi non rispetta il Decreto Sicurezza e aiuta i clandestini, tradisce l’Italia e gli italiani e ne risponderà davanti alla legge e alla storia. Io comunque non mollo!!!".

Per far valere le proprie ragioni, Orlando ha annunciato che si rivolgerà ad un giudice civile. Salvini, però, ha preferito non rispondere nel merito: "Ci sono sindaci che dicono 'non applicherò il decreto', per cercare un po' di pubblicità. Io dico che non si molla di un millimetro, non retrocedo. Fate i conti con i vostri cittadini, con i milioni di italiani che sono in difficoltà".

Per Salvini, i sindaci in questione dovrebbero dimettersi: "Troppo facile applaudire Mattarella e due giorni dopo sbattersene. Se c'è legge approvata dal Parlamento e firmata dal presidente della Repubblica si rispetta. Se c'è qualche sindaco che non è d'accordo si dimetta. Dimettiti Orlando, e anche tu de Magistris. Dimettetevi, siamo in democrazia e governano gli italiani, fatevene una ragione, non governano professoroni, giornalisti o cantanti".

Il Presidente dell'Anci, Antonio Decaro, spera ancora di poter instaurare un confronto civile, auspicando che "il ministro dell'Interno, contribuendo ad abbassare i toni della polemica, voglia convocarci per discutere delle modalità operative e dei necessari correttivi alla norma. Se poi il ministro ritiene che il mestiere di sindaco sia una pacchia, come ha dichiarato anche in queste ore, siamo pronti a restituirgli, insieme alla fascia tricolore, tutti i problemi che quotidianamente siamo chiamati ad affrontare". E infine: "Da sindaco e da presidente dell’Anci, non ho alcun interesse ad alimentare una polemica con il ministro dell’Interno. Non credo sia il caso di polarizzare uno scontro tra posizioni politiche differenti. Faccio solo notare che le nuove norme mettono noi sindaci in una oggettiva difficoltà".

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