Polemica sui biglietti di Supercoppa per donne solo accompagnate. Da Salvini a Boldrini: "È una schifezza"

Il ministro dell'Interno: "Io quella partita non la guardo".

Polemica biglietti Supercoppa Italiana per donne

Il 16 gennaio a Gedda, in Arabia Saudita, si svolgerà la finale di Supercoppa Italiana tra Juventus e Milan allo stadio King Abdullah Sports City, che ha una capienza di 60mila posti ed è atteso il tutto esaurito. Sono rimasti a disposizione una decina di migliaia di biglietti e la Lega Calcio ieri ha diffuso una nota per informare su come acquistare i tagliandi, ma un passaggio di quel comunicato ha scatenato la polemica.

Nel comunicato, infatti, viene spiegato che i settori indicati come "singles" sono destinato solo agli uomini, mentre le donne possono andare solamente nei settori "families", ossia solo se sono accompagnate. Tra l'altro in Arabia Saudita fino al 2017 le donne nello stadio non ci potevano mettere proprio piede e solo dal 2018 possono finalmente assistere alle manifestazioni sportive, seppur con tante limitazioni, come ce le hanno in molti altri settori della loro vita.

Ovviamente questa notizia ha scatenato la polemica in Italia, dove viene criticato il fatto che per soldi la Lega Calcio accetti delle limitazioni del genere. Come se non fosse già abbastanza il fatto di andare in un Paese in cui gran parte dei tifosi delle squadre che saranno in campo, ossia Juventus e Milan, nemmeno possono permettersi di andare.

Oggi anche il ministro dell'Interno Matteo Salvini, notoriamente milanista, ha commentato il fatto:

"Che la Supercoppa italiana si giochi in un Paese islamico dove le donne non possono andare allo stadio se non sono accompagnate dagli uomini è una tristezza, è una schifezza: io quella partita non la guardo. Dove sono le femministe italiane, le Boldrini di turno?"

In realtà Laura Boldrini si era fatta sentire ancor prima di lui, scrivendo:

"Le donne alla Supercoppa Italiana vanno allo stadio solo se accompagnate dagli uomini. Ma stiamo scherzando? I signori del calcio vendano pure i diritti delle partite ma non si permettano di barattare i diritti delle donne!"

E per una volta è d'accordo con lei anche Giorgia Meloni di Fratelli d'Italia, che ha commentato:

"Supercoppa italiana Juve-Milan in Arabia Saudita. Le donne possono andare solo accompagnate nel settore famiglie, da sole no, perché l'Islam non lo ammette. Quindi una donna italiana che volesse comprarsi il biglietto per vedere la partita da sola o con un gruppo di amiche, non può farlo. Ma che schifo è? Abbiamo venduto secoli di civiltà europea e di battaglie per i diritti delle donne ai soldi dei sauditi? La Federcalcio blocchi subito questa vergogna assoluta e porti la Supercoppa in una nazione che non discrimina le nostre donne e i nostri valori"

Anche il Pd si è fatto sentire con la senatrice Valeria Fedeli che ha detto:

"Non ci sono interessi economici che reggano: di fronte alla gravissima violazione della Costituzione italiana che vieta discriminazioni di ogni tipo, a cominciare da quella di genere, Juventus e Milan dovrebbero rifiutarsi di scendere in campo per la finale di Supercoppa Italiana che si disputerà il 16 gennaio a Gedda, in Arabia Saudita. Già è discutibile il fatto che due squadre italiane debbano giocare una partita tutta italiana, nell'ambito di una competizione italiana, fuori dai confini italiani e per di più in un paese come l'Arabia Saudita dove i più elementari principi e valori civili e umani vengono violati, dove addirittura vige la pena di morte; ma che addirittura si accetti di giocare davanti a un pubblico dove le donne, le proprie tifose, sono recluse in settori separati da quelli degli uomini e costrette ad andare accompagnate è assolutamente inaccettabile. Da donna, da parlamentare e anche da tifosa juventina chiedo a entrambe le squadre finaliste di rifiutarsi di scendere in campo se non sarà garantito a tutti i tifosi un trattamento paritario e il rispetto dei nostri valori fondamentali"

Ma, come abbiamo detto, da destra a sinistra i pareri su questa vicenda sono unanimi. Anche il leghista Paolo Grimoldi, vicepresidente della Commissione Esteri della Camera, ha detto:

"Il nostro calcio ha chiuso malissimo il 2018 tra gravi violenze, ululati razzisti e vergognose scritte sulle stragi dell'Heysel, di Superga e di Scirea, ma sembra voler iniziare il 2019 ancora peggio, facendosi umiliare dall'Arabia Saudita, svendendo i nostri valori per pochi soldi. Gli organizzatori arabi fanno sapere che per la finale di Supercoppa Italiana del 16 gennaio tra Juventus e Milan, nello stadio di Jedda ci saranno posti per soli uomini e poi posti misti dove le donne potranno vedere la partita accompagnate da uomini. Roba da Medioevo. E il nostro calcio si fa umiliare così per pochi milioni? E il movimento calcistico femminile italiano non dice nulla? La FIGC non ha niente da obiettare? Lo sport, e il calcio è lo sport più seguito in Italia, dovrebbe trasmettere valori, ma il nostro calcio quali valori trasmette? La violenza, il razzismo e la rinuncia ai nostri principi pur di monetizzare qualche spicciolo con gli arabi? Juventus e Milan si oppongano a questa vergogna. E ovviamente auspichiamo che una levata di scudi del nostro calcio avvenga adesso con l'Arabia ma anche tra tre anni per i Mondiali in Qatar se venissero annunciate analoghe discriminazioni"

Supercoppa, la replica della Lega Calcio


Gaetano Miccichè, Presidente della Lega Calcio, ha provato a fare chiarezza sulla questione, dicendo:

"La Supercoppa di Lega serie A si giocherà a Gedda, in Arabia Saudita, in linea - e non in contraddizione - con le scelte dell'Italia; e le donne potranno andare allo stadio da sole, non accompagnate come si è diffuso in queste ore, e sarà una prima volta storica. Il sistema calcio non può assurgere ad autorità sui temi di politica internazionale, né può fare scelte che non rispettino il sistema Paese"

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