Decreto salva Carige identico a quello con cui Gentiloni ha salvato MPS? C'è un perché

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Il decreto salva Carige firmato dal Presidente Mattarella e voluto fortemente da Lega e Movimento 5 Stelle sarebbe una fotocopia del Dl 237/2016 approvato dall’allora governo Gentiloni per il salvataggio delle banche Mps, Pop Vicenza e Veneto Banca. È quanto scrive Il Sole 24 Ore, che sottolinea come il nuovo decreto sia sostanzialmente una fotocopia nel testo, dalle regole sulle garanzie dello Stato fino ai meccanismi per la nazionalizzazione della banca. Cambiano ovviamente le coperture: quella di Gentiloni fu un’operazione da 20 miliardi di euro, quella dell’attuale esecutivo prevede 1,5 miliardi.

Le similitudini tra i due decreti, che stanno provocando polemiche tra maggioranza e opposizione (Lega e Movimento 5 Stelle sono accusati di essere sostanzialmente incoerenti con quanto dichiarato quando erano in minoranza), sono però facilmente spiegabili con la necessità di rispettare le identiche norme europee per il salvataggio statale di una banca e di conseguenza sono uguali anche le norme italiane con le quali lo si deve attuare. Dalla bozza del decreto finita tra le mani dei giornalisti, però, emerge un dettaglio non indifferente: il testo è datato novembre 2018, quindi era in cantiere già da alcuni mesi. È la conferma, in sostanza, che l’esecutivo stava seguendo da tempo le vicende relative alla banca genovese.

Il decreto Gentiloni aveva sostanzialmente tracciato la via per l’intervento pubblico sulle banche senza violare le direttive UE ed è quindi inevitabile che il governo Conte abbia deciso di essere fedele proprio al Dl di Gentiloni. La prima parte del decreto salva Carige è dunque sostanzialmente identica, fino alla seconda parte del provvedimento e che riguarda la “ricapitalizzazione precauzionale”. Inevitabilmente viene previsto il burden sharing, ovvero la “condivisione dei costi” tra azionisti e obbligazionisti subordinati: nel caso di MPS, i piccoli risparmiatori ottennero indennizzo tramite la conversione in azioni scambiabili con bond senior, mentre nel caso di Banca Carige la conversione in azioni delle obbligazioni in mano ai piccoli risparmiatori è già avvenuta nel 2017.

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