Migranti, Salvini scavalcato da Conte rilancia: “nessuno in Italia”

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Lo strappo del premier Giuseppe Conte sulla questione dei 49 migranti sbarcati ieri a Malta, dopo l’intesa raggiunta tra alcuni paesi europei tra cui l’Italia, ha mandato su tutte le furie il ministro dell’Interno Matteo Salvini non consultato (a suo dire) su una materia di competenza del Viminale.

La decisione di accogliere 10 migranti in Italia gli sarebbe passata sopra la testa. L’accordo per sbloccare l’impasse sarebbe stato siglato con il decisivo contributo del nostro presidente del consiglio. Il tutto mentre Salvini continuava a fare la voce grossa contro ogni ipotesi di accoglienza in Italia.

In base all’accordo raggiunto da 8 paesi Ue, Malta ha fatto sbarcare ieri, dopo 19 giorni in mare, i 49 migranti che nessuno voleva, in cambio di una contropartita: buona parte dei 298 extracomunitari che si trovano sul suolo maltese (i 49 sbarcati ieri più gli altri 249 arrivati sull’isola a dicembre) saranno redistribuiti per la maggior parte in Francia e Germania, poi in Portogallo, Olanda, Lussemburgo, Romania, Irlanda e appunto Italia.

Salvini non ci sta e pur precisando che non vuole fare cadere il governo su Facebook avverte: "io non cambio, anzi faccio due passi in avanti. Non ci sarà nessun arrivo in Italia finché l'Europa non rispetterà gli impegni presi, a parole, con l’Italia, accogliendo i 200 immigrati sbarcati in estate tra Pozzallo e Catania che dovevano già essere ricollocati".

Poi il ministro e vicepremier serra i ranghi: "Il governo è compatto sulla linea rigorosa, porti chiusi, lotta agli scafisti e alle Ong. Aggiungo che ogni nuovo eventuale arrivo dovrà essere a costo zero per i cittadini italiani". Salvini si trova così per la prima volta da quando è ministro a doversi quasi giustificare con i suoi elettori per una decisione presa nell’ambito del governo di cui fa parte ma senza il suo consenso.

Conseguenze per l’esecutivo? La Lega ora potrebbe far pesare ancora di più la sua contrarietà di fondo al reddito di cittadinanza. Già nei giorni scorsi Salvini aveva avvertito che senza fondi per i disabili i suoi non avrebbero votato il provvedimento. Anche sulla Tav si annuncia battaglia, tanto più che l’analisi costi-benefici voluta da Toninelli avrebbe bocciato su tutta la linea il progetto. Salvini ha già invocato un referendum: "sono per un paese che va avanti". Il MIT e il governo intanto continuano a prendere tempo.

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