Di Maio: "Il no alle trivelle è nel contratto. Creeremo lavoro con le fonti rinnovabili"

Il ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro è ottimista.

Luigi Di Maio su trivelle e fonti rinnovabili

L'ottimismo di Luigi Di Maio non ha confini e oggi, dopo aver detto che l'Italia vivrà un nuovo boom economico come negli anni '60, ha poi affrontato un altro tema molto caro al MoVimento 5 Stelle, quello delle trivelle, su cui il governo ha fatto retromarcia con un emendamento al DL Semplificazioni che prevede la sospensione dei permessi per un termine massimo di tre anni.

Su questo argomento ci sono molte discussioni in seno al governo Conte, perché la Lega è favorevole e il M5S ovviamente è contrario. Il Presidente del Consiglio ha detto che il suo esecutivo "esprime una sensibilità diversa rispetto al passato" su questa materia e ha specificato che la competenza spetta ai ministeri dell'Ambiente e dello Sviluppo Economico, anche se sarà fatta "una riflessione comune" nel governo per valutare. Ma Di Maio che, appunto, è titolare del MISE oltre che del ministero del Lavoro, oggi ha scritto un post ad hoc:

"Ci siamo impegnati a portare l’Italia nell’economia del futuro, fuori da carbone e fonti fossili inquinanti. C'è scritto nero su bianco nel Contratto di Governo.
Il mio dovere da Ministro dello Sviluppo economico è questo: creare più posti di lavoro, tutelando la salute delle persone e riprendendoci la nostra sovranità di Stato.
Lo stop alle trivellazioni petrolifere permette all’Italia di non svendere più i nostri territori e i nostri mari alle multinazionali e di creare più lavoro con le rinnovabili.
Io ci credo!"

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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