Luigi Di Maio è pronto ad assegnare 70mila euro a Radio Padania?

Radio Padania - Matteo Salvini

Il Ministero dello Sviluppo Economico, che fa capo al vicepremier Luigi Di Maio, sta per pubblicare la graduatoria delle emittenti locali idonee a ricevere un finanziamento pubblico da parte del governo gialloverde e tra queste ci sarebbe anche Radio Padania, l'emittente radiofonica della Lega Nord che promette, per i suoi abbonati, un filo diretto col vicepremier e leader leghista Matteo Salvini.

È Repubblica a rivelare in anteprima che il MISE, e quindi Luigi Di Maio, sarebbe pronto a staccare un assegno da 70mila euro per Radio Padania, che in passato ha visto Salvini come conduttore di punta e anche come direttore.

Radio Padania, in crisi da tempo, aveva cessato di trasmettere in FM nel maggio 2017 - le sue frequenze sono state cedute al gruppo RTL 102.5 Hit Radio. Da quel giorno, quindi, è possibile ascoltare l'emittente soltanto via streaming, in digital audio broadcasting e attraverso le app ufficiali per iOS e Android e attraverso il digitale terrestre, così come i canali ufficiali social di Radio Padania. Prima di questo addio alle frequenze FM, la radio non era comunque raggiungibile in tutto il Paese, ma la sua trasmissione era limitata alle regioni del Nord Italia.

Questo, però, negli anni passati non ha impedito all'emittente leghista di accedere ai finanziamenti pubblici, grazie anche ad un emendamento alla finanziaria del 2003 che, insieme a Radio Maria, aveva previsto un contributo speciale che le aveva elette entrambe "emittenti comunitarie a carattere nazionale": questo status speciale aveva fatto in modo di destinare alle due emittenti il 10% dei fondi erogati dal governo alle emittenti legate al territorio, circa 1.000 in totale.

A conti fatti, quindi, a Radio Padania e Radio Maria spettava il 10% del totale dei contributi, mentre le restanti emittenti dovevano dividersi il resto dei finanziamenti. Una corsia di preferenza che non è mai passata inosservata ed è stata al centro di feroci critiche contro l'emittente leghista e di almeno una interrogazione parlamentare.

Nel 2013, ad esempio, Radio Padania e Radio Maria hanno ottenuto 581.114 euro di finanziamento a testa, meno dei 730.311 ottenuti invece nel 2012. Se è vero che Radio Maria è diffusa in tutta Italia tramite le frequenze FM, lo stesso non si può dire di Radio Papania, come spiegato poco fa. Si può quindi definire Radio Papania una emittente a carattere nazionale (e quindi idonea a ricevere i finanziamenti pubblici)? No, e non siamo soltanto noi a dirlo, ma il sospetto è stato avanzato dalla Corte Dei Conti:

Dall’esame dei dati sulle frequenze analogiche di Radio Maria e Radio Padania, desunti dai rispettivi siti internet, emerge che la diffusione del segnale analogico di Radio Maria appare sostanzialmente omogenea e uniforme su tutto il territorio nazionale.
Per Radio Padania la situazione si presenta invece diversa, con una diffusione non uniforme sul territorio nazionale, e con assenza di segnale radioelettrico su parte consistente del territorio.

Già nel 2016 il Movimento 5 Stelle, attraverso il deputato Riccardo Nuti, aveva invitato il Ministro dello Sviluppo Economico a fare le dovute verifiche su Radio Padania e il trattamento di favore a lei riservato e ora che il leader del Movimento 5 Stelle è alla guida del MISE, quella corsia preferenziale sarebbe ancora in atto. Luigi Di Maio, vale la pena ricordarlo, è lo stesso che si è scagliato a più riprese contro il Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione e si era detto pronto a abolire ogni finanziamento pubblico ai giornali.

Proprio da quel fondo arriverebbero i soldi destinati a Radio Padania, il cui stretto legame con la Lega di Matteo Salvini è palese. Il Movimento 5 Stelle, quindi, vorrebbe togliere i fondi ai giornali che hanno una diffusione nazionale - "Se vendono campano, se non vendono cambiassero mestiere", parola di Alessandro Di Battista - e conservare invece quello a Radio Padania, che senza internet e il digitale terrestre non avrebbe affatto una diffusione.

Da Luigi Di Maio o Matteo Salvini non sono ancora arrivate conferme o smentite, ma una doverosa precisazione almeno da parte del MISE non dovrebbe tardare ad arrivare.

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