Bankitalia taglia il Pil 2019 allo 0,6%. C'è lo spettro della recessione tecnica

Riviste ancora una volta al ribasso le stime di crescita per il 2019. Meglio nel 2020 e 2021.

La Banca d'Italia taglia le stime di crescita del PIL 2019

L'ultimo bollettino della Banca d'Italia taglia ulteriormente le stime sul PIL 2019. Se durante le trattative con l'UE erano scese all'1% appena, ora crollano allo 0,6%, ossia lo 0,4% in meno rispetto alla precedente valutazione e soprattutto lontanissimo da quell'1,5% che, invece, aveva previsto il governo Conte.

Secondo Bankitalia le cause di questo ulteriore taglio sono da rintracciare nei "dati più sfavorevoli sull'attività economica osservati nell'ultima parte del 2018" che già hanno portato a una riduzione della crescita acquisita per la media di quest'anno dello 0,2%. Inoltre occorre considerare "il ridimensionamento dei piani di investimento delle imprese che risulta dagli ultimi sondaggi" e "le prospettive di rallentamento del commercio mondiale".

Per quanto riguarda l'accordo del governo con la Commissione UE sulla manovra economica, egli effetti sono moderatamente positivi, perché impattano favorevolmente sulla diminuzione dei tassi di interesse a lungo termine, compensando l'effetto degli interventi correttivi apportati alla manovra.

Per i prossimi anni, invece, la situazione dovrebbe migliorare, perché le proiezioni centrali della crescita sono dello 0,9% nel 2020 e dell'1,0% nel 2021, tuttavia Bankitalia sottolinea che l'incertezza su questi obiettivi è "particolarmente ampia".

Via Nazionale tiene ovviamente conto delle tensioni che frenano il commercio globale, in particolare a causa della Brexit e dei contrasti tra gli Stati Uniti di Donald Trump e la Cina, cui si aggiungono le tensioni sui mercati finanziari, soprattutto quelli emergenti. Per questo, per l'Italia, dopo il passaggio in negativo del PIL nel terzo trimestre, si prospetta una contrazione dell'attività economica anche nel quarto e così l'Italia si ritroverebbe in "recessione tecnica". La domanda interna è in sofferenza a causa delle incertezze commerciali e delle tensioni politiche, che hanno come conseguenza un indebolimento degli investimenti da parte delle aziende.

La Banca d'Italia sottolinea inoltre:

"I rischi al ribasso per la crescita sono legati all'eventualità di un nuovo rialzo dei rendimenti sovrani, a un più rapido deterioramento delle condizioni di finanziamento del settore privato e a un ulteriore rallentamento della propensione a investire delle imprese. Un più accentuato rientro delle tensioni sui rendimenti dei titoli di Stato potrebbe invece favorire ritmi di crescita più elevati"

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO