Elezioni Europee, Carlo Calenda lancia il manifesto "Siamo Europei"

"Per la costituzione del fronte lanciato insieme a 100 esponenti della politica locale e della società civile".

Carlo Calenda manifesto per le Europee

L'ex ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, che, lo ricordiamo, appartiene al PD, ma è spesso considerato un "dissidente", oggi, venerdì 18 gennaio 2018, ha lanciato il sito Siamoeuropei.it sul quale ha pubblicato "il Manifesto per la costituzione del fronte lanciato insieme a 100 esponenti della politica locale e della società civile". Nel tweet con cui ha annunciato l'avvio del progetto, Calenda ha aggiunto:

"Ora si tratta di aderire e far aderire. Partiamo. L'Italia e l'Europa sono più forti di chi le vuole deboli"

Tra i primi firmatari di questo manifesto ci sono molti imprenditori, professori, economisti, medici, ma anche lavoratori dell'AST Terni, ex dell'Iva, librai e ci sono anche numerosi politici, tra cui tanti sindaci come quello di Milano Beppe Sala, di Bergamo Giorgio Gori, di Firenze Dario Nardella, di Bologna Virginio Merola, giusto per citare le città più grandi. Ci sono anche alcuni Presidenti di Regione come Sergio Chiamparino (Piemonte), Enrico Rossi (Toscana), Stefano Bonaccini (Emilia Romagna), Francesco Pigliaru (Sardegna), Catiuscia Marini (Umbria). Troviamo poi le firme dalla fondatrice di "Se non ora quando" Francesca Izzo e della promotrice di "Roma dice basta" Tatiana Campioni.

Ma che cosa dice questo manifesto? Prima di tutto spiega:

"Siamo europei. Il destino dell’Europa è il destino dell’Italia. Il nostro è un grande paese fondatore dell’Unione Europea, protagonista dell’evoluzione di questo progetto nell’arco di più di 60 anni. E protagonisti dobbiamo rimanere fino al conseguimento degli Stati Uniti d’Europa, per quanto distante questo traguardo possa oggi apparire. Il nostro ruolo nel mondo, la nostra sicurezza – economica e politica – dipendono dall’esito di questo processo"

Poi aggiunte, a proposito dell'Unione Europea, che è "un grande conseguimento della storia", ma è reversibile "se non si è pronti a combattere per difenderla e farla progredire" ed è proprio a questo compito che sono chiamati oggi i cittadini europei, a causa di una profonda crisi dell'interno Occidente. Nel manifesto si legge anche:

"Per la prima volta dal dopoguerra esiste il rischio concreto di un’involuzione democratica nel cuore dell’Occidente. La battaglia per la democrazia è iniziata, si giocherà in Europa, e gli esiti non sono affatto scontati. L’obiettivo non è conservare l’Europa che c’è, ma rifondarla per riaffermare i valori dell’umanesimo democratico in un mondo profondamente diverso rispetto a quello che abbiamo vissuto negli ultimi trent’anni"

Poi si invocano progresso, competenze, cultura, scienza, volontariato, lavoro e produzione come forze da mobilitare per poter costruire una nuova Europa. Nel manifesto vengono anche indicate alcune priorità in sei punti:

1) Gestire le trasformazioni: investire e proteggere.
2) Insieme più forti nel mondo.
3) Meno deficit più bilancio europeo.
4) Dal capitale economico al capitale sociale.
5) Conseguire una leadership scientifica europea.
6) Un "gruppo di Roma" per rifondare l'Europa.

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