Sea Watch, Macron: "Sbarco in Italia poi redistribuzione". Corte di Strasburgo rigetta ricorso Ong

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Il caso della Sea Watch mostra l’incapacità dell’Unione europea di far fronte al fenomeno dell’immigrazione secondo il premier Giuseppe Conte intervenuto al termine di un'altra giornata politicamente infuocata sulla vicenda dei 47 migranti in mare dallo scorso venerdì al largo di Siracusa.

Per il presidente del Consiglio la vicenda della Sea Watch 3 "evidentemente denuncia l'incapacità di gestire con meccanismi condivisi europei questo fenomeno". A margine del Med7 di Cipro Conte ha voluto cogliere l'occasione "per manifestare un ringraziamento ai Paesi amici che hanno dato disponibilità nella prospettiva di una redistribuzione" dei migranti.

A tal proposito, se l’Olanda ha confermato il suo rifiuto ad accogliere i migranti della Sea Watch 3, la Germania si è invece detta pronta a un gesto di solidarietà parlando di una distribuzione bilanciata: "Come in tutti i casi di salvataggio dei profughi dal mare finora avvenuti, il governo tedesco, anche nel caso attuale della nave Sea Watch 3, è per una veloce soluzione per le 47 persone salvate, che prevede nel contesto della solidarietà europea una distribuzione bilanciata".

Secondo il premier italiano oltre alla Germania sono altri quattro i paesi europei pronti a fare la loro parte: Francia, Malta, Portogallo e Romania. Il presidente francese Emmanuel Macron ha proposto lo sbarco in Italia dei migranti quale precondizione per la successiva redistribuzione degli stessi: "Sbarco nel porto più vicino, cioè l'Italia. Distribuzione, da cui la Francia non si è mai sottratta, e rispetto del diritto, fare in modo cioè che le Ong rispettino le regole".

In serata arriva anche la decisione della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo che ha rigettato il ricorso presentato dalla Ong tedesca Sea Watch che chiedeva lo sbarco dei 47 migranti. La Corte di Strasburgo ha chiesto al governo italiano di "prendere il prima possibile tutte le misure necessarie per assicurare ai ricorrenti cure mediche adeguate, cibo e acqua" mentre per i minori non accompagnati è stato soltanto chiesto di garantire un'adeguata "tutela legale".

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