Processo a Salvini, Sibilia (M5S): "Voteremo sì". Fedriga (Lega): "Si ridiscute tutto"

Luigi Di Maio e Matteo Salvini

I tentennamenti di ieri del Movimento 5 Stelle sul voto per l'autorizzazione a procedere contro il Ministro dell'Interno Matteo Salvini sembrano già acqua passata. Se ieri i pentastellati avevano espresso qualche dubbio, anticipando forse un voto in supporto di Salvini, oggi la situazione è cambiata. Alessandro Di Battista ha confermato che il Movimento 5 Stelle voterà "sì all'autorizzazione a procedere" e lo ha ribadito anche il deputato Carlo Sibilia, che è anche Sottosegretario di Stato del Ministero dell'Interno.

Intervenuto stamattina a Circo Massimo su Radio Capital, Sibilia - che è un deputato e quindi non prenderà parte al voto, che riguarderà soltanto il Senato - non ha lasciato spazio a dubbi:

Se il caso andrà in Aula, noi voteremo assolutamente sì. M5s non ha mai negato il processo a un politico.

Queste dichiarazioni da parte del Movimento 5 Stelle - fatte però da due che non parteciperanno fisicamente alla votazione - arrivano all'indomani del vertice notturno a Palazzo Chigi tra il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini. È vero, l'oggetto del vertice era un altro - la questione della nave Sea Watch ancorata al largo di Siracusa - ma è impossibile non credere che i due vicepremier abbiano affrontato l'argomento. Che Salvini stia iniziando a far pace col fatto che il Movimento 5 Stelle voglia votare compatto affinché il processo ci sia?

Difficile crederlo, nonostante il punto fermo messo oggi dal Movimento 5 Stelle. E stando alle dichiarazioni che arrivano dalla Lega, si sta addirittura valutando di mettere in discussione la tenuta dell'esecutivo gialloverde. A minacciarlo è stato l'ex deputato leghista Massimiliano Fedriga, attuale Presidente della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, che pur non avendo un ruolo nel governo sembra convinto di quello che succederà:

Se il M5S vota sì, dal mio punto di vista c'è da rimettere in discussione tutto. Bisogna capire se il Parlamento condivide le politiche del Governo, non solo di Salvini. Se così non fosse, è chiaro che bisognerebbe fare una seria riflessione. Non si sta parlando di un processo a Salvini perché ha messo l'auto in divieto di sosta.

Intanto Salvini non è intervenuto pubblicamente sulla vicenda dopo la lettera di ieri in cui chiedeva di non voler essere processato e oggi la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari ha concluso la sua prima riunione sul caso Salvini dando al Ministro dell'Interno sette giorni di tempo per essere sentito in commissione o per inviare documenti o memorie scritte che aiutino a chiarire la sua posizione.

I lavori della giunta, quindi, riprenderanno tra una settimana.

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