
Reduci dall’articolo di Valli su Repubblica che ha scatenato molte polemiche e da due settimane di accuse e contro accuse di sciacallaggio per quanto riguarda il terremoto abruzzese, vediamo come El Pais, uno dei più importanti quotidiani spagnoli, giudica la situazione italiana. Scrive El Pais:
“Il terremoto ha portato alla luce, ancora una volta, il meglio e il peggio dell’Italia. Grazie alla solidarietà e al lavoro di migliaia di volontari è stato possibile trovare una sistemazione e prendersi cura di 55mila sfollati e 1.500 feriti. Ma, d’altra parte, l’illegalità e la mancanza di controlli sono all’origine del crollo di molti edifici di recente costruzione.
Tra questi, l’ospedale San Salvatore, l’opera pubblica più importante realizzata in Abruzzo negli ultimi decenni, che non avrebbe dovuto neanche aprire. Il centro, infatti, non era stato accatastato e non aveva ottenuto l’agibilità”. Domanda: chi ha realizzato l’ospedale? Dice qualcosa il nome Impregilo?
Si, sempre lei, la stessa della Salerno-Reggio Calabria, la multinazionale indagata per l’inceneritore di Acerra, l’azienda regina del cemento che guarda caso ha vinto l’appalto per il Ponte sullo stretto.
Se andate sul sito dell’Impregilo e digitate “ospedali” nel search, voilà, spunta anche l’ospedale dell’Aquila. Chi ha fatto il nome dell’impresa? Perchè mi pare di avere sentito questo nome da quei cattivoni di Anno zero e pochissimi altri…
Immagine|Flickr
Prestigiacomo
15 apr 2009 - 16:30 - #51Lea:
una solo parola CONTROLLI, nessuno li fa e tutti se ne fregano, le leggi ci sono ma nessuno le rispetta.
MetalSho
15 apr 2009 - 16:31 - #52@Lea
La questione è semplice:
Chi aveva il compito di costruire? Impregilo.
L’edificio crolla, di chi è la colpa?
Di tutti quelli che non hanno fatto i giusti controlli E della Impregilo.
Come puoi solo pensare che sia solo colpa dei controllori o dei subappalti (che cmq sono sempre sotto la responsabilità dell’azienda appaltatrice)?
Lea
15 apr 2009 - 16:31 - #53secondo me la responsabilità verrà data alla Regione Abruzzo che si rifarà sulle persone ai vari livelli. sarà un casino. ci vorranno tanti anni. spero solo che nel frattempo si pensi ad una riforma totale della normativa in vigore, x quanto concerne la sicurezza, la qualità e la responsabilità.
Lea
15 apr 2009 - 16:36 - #54Metal
credo che ad oggi non abbiamo elementi sufficienti per dare la colpa al costruttore. dobbiamo avere i risultati della verifica preliminare (normativa, progetti, collaudi).
Prestigiacomo
15 apr 2009 - 16:37 - #55Ora è inutile dire è colpa di….., gli indiziati ci sono e che vadano in galera e che ci rimangano serve la CERTEZZA DELLA PENA.
A N N A
15 apr 2009 - 16:37 - #56“1) normativa ok: allora è il materiale impiegato; cattivo fornitore? catttivo controllore?”
chi li sceglie i fornitori chi costruisce o i controllori?
“2) normativa ok ma difetto nel progetto: chi ha dato il via libera ai lavori?”
chi è l’autore del cattivo progetto? Relazioni tra controllato e controllore?
“3) normativa ok, progetto ok, materiale ok: o la normativa non è adeguata alla zona specifica; o chi ha costruito è incompetente (e qui bisogna vedere se ci sono subappaltatori e chi in questo caso è responsabile della qualità dell’opera).”
come sono stati scelti i subalppaltatori?
Lea
15 apr 2009 - 16:42 - #57A N N A
come dicevo, il problema ora è la “tracciabilità” delle responsabilità. e cmq, la pubblica amministrazione non può assolutamente sottrarsi la sua parte di responsabilità visto che come committente ed intermediario (agiva in nome e per conto della collettività), avrebbe dovuto attivarsi affinché tutti gli standarda qualitativi fossero assicurati a tutti i livelli.
Lea
15 apr 2009 - 16:46 - #58non dimentichiamo che chi elabora i bandi ed assegna le gare, è la pubblica amministrazione.
A N N A
15 apr 2009 - 16:46 - #59“come dicevo, il problema ora è la “tracciabilità” delle responsabilità. e cmq, la pubblica amministrazione non può assolutamente sottrarsi la sua parte di responsabilità visto che come committente ed intermediario (agiva in nome e per conto della collettività), avrebbe dovuto attivarsi affinché tutti gli standarda qualitativi fossero assicurati a tutti i livelli.”
d’accordo su questo, tuttavia non puoi assolvere l’impresa che formalmente si è assunta il compito di costruire, aggiungendo anche frasi come”leader del settore” o esempio di eccellenza italiana nel mondo”. Se accosti queste frasi alla scempio dell’ospedale de L’Aquila ne converrai da sola che c’è qualcosa che non torna.
Lea
15 apr 2009 - 16:48 - #60A N N A
qualcosa non torna, ma ho i miei dubbi che sia colpa dell’Impregilo. cimq, vedremo, non è che adesso stia assolvendo l’azienda. sia chiaro!
Lea
15 apr 2009 - 17:04 - #61io a ’sto punto vorrei vederci chiaro sul federalismo……
A N N A
15 apr 2009 - 17:15 - #62“qualcosa non torna, ma ho i miei dubbi che sia colpa dell’Impregilo. ”
e io ho i miei dubbi che non sia anche colpa dell’Impregilo.
Prestigiacomo
15 apr 2009 - 17:19 - #63Lea:
E’ da mesi che lo dico che voglio vederci chiaro sul federalismo, se lo vuoi fare anche te basta che sposti capelli, :-))))
Lea
15 apr 2009 - 17:30 - #64Presty,
che tempismo…mi sono appena fatta uno chignon….. :)
ps: sono per il federalismo…. forse il pb è che alle Regioni sono state demandate troppe responsabilità senza troppi “controlli” dal centro….
A N N A
forse l’Impregilo ha subappaltato senza controllare…. forse la legge glielo permette… chissà.
Prestigiacomo
15 apr 2009 - 17:42 - #65Lea:
“che tempismo…mi sono appena fatta uno chignon….. :)”
Lea lo sai che io sono ignorante in una materia importante come i Capelli, cos’è lo chignon?
p.S. hai un compito da fare, vai sull’articolo di bossi che abbaia e non morde.
Lea
15 apr 2009 - 17:45 - #66Presty
digita “chignon” su google, ci sono delle belle immagini…. non so tradurlo…. si dice così anche in Italia ;)
Post di Bossi: non so più che dire… scusa…. aspetto di vedere come la situazione si evolve. se devo essere sincera, mi piacerebbe andare al governo senza la lega con il 70% dei voti. ma è impossibile, quindi mi tengo stretta stretta la Lega, tanto non fa male (non morde), ma è utile per fare buone leggi in materia di sicurezza e federalismo (quello fiscale).
A N N A
15 apr 2009 - 17:46 - #67“p.S. hai un compito da fare, vai sull’articolo di bossi che abbaia e non morde.”
pronto intervento comunisti?
Prestigiacomo
15 apr 2009 - 17:48 - #68Lea:
leggi il mio ultimo commento sul post di bossi e fammi sapere, .-))))
Ok vado su google.
Prestigiacomo
15 apr 2009 - 17:50 - #69Lea:
Ho visto cos’è lo “chignon”, io li preferisco scilti come quelli della Presty, :-))))
ANNA:
No però la speranza è l’ultima a morire, anche se la speranza di non buttare i 460 milioni del referendum ancora c’è.
AlexF
16 apr 2009 - 09:03 - #70Giusto per correttezza conoscendo leggermente il mondo degli appalti pubblici vi sono due aziende che realizzano progetti di rilievo in italia. La Astaldi S.p.A. e la Impregilo S.p.A. Entrambe realizzatrici di appalti pubblici in italia ed all’estero. Entrambe vantano realizzazioni notevoli anche in ambito internazionale. Come faceva notare lea la impregilo ha realizzato molto nei paesi dell’america latina (se questo ha dato fastidio a qualcuno in spagna non saprei). La astaldi invece ha realizzato (sempre all’estero) soprattutto in asia/medio oriente. O forse sarebbe meglio precisare che ne la Astaldi S.p.A. ne la Impregilo S.p.A. realizzano alcun che. Gestiscono l’appalto in genere e figurano da capofila. Molto spesso, nei grandi appalti realizzano quelle che vengono chiamate dalla, stampa non tecnica, cordate. In realtà sono associazioni temporanee di imprese costituite allo scopo di soddisfare i criteri di partecipazione alla gara d’appalto. Gare che nel 90% dei casi si basano UNICAMENTE sul prezzo e sono dette al ribasso (come le famose aste fuffa). L’impregilo ad esempio per il ponte di messina ha fatto ATI con la Cooperativa Muratori & Cementisti-C.M.C. di Ravenna (che insomma non credo lesineranno sulla qualità dei materiali). Ma la cosa più divertente è questa: http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_934296937.html che riporta che in realtà l’ospedale non è crollato. La realtà a volte sorprende più dell’immaginazione. Un’ospedale che in teoria è realizzato secondo un progetto vecchio, per una zona sismica (riportato dalla notizia ansa) di seconda categoria ha superato un sisma per il quale non era stato progettato ne realizzato. Onore all’opera. Sarebbe semmai da fare il puntiglio ai costi (sembra che quest’ospedale come molte opere pubbliche alla fine abbia sfondato l’importo di gara).
luigi sardegna
16 apr 2009 - 09:47 - #71x lea…..hai scritto tante di quelle cazzate….vabbè si sà ke va con lo zoppo dopo un’anno è zoppo e mezzo….ki sarebbe lo zoppo? prova ad immaginarlo…nn ci vuole molta fantasia sorry … ;-)
Claudio Ursitanoni
16 apr 2009 - 13:03 - #72Il Ponte sullo Stretto non si rinvia. Questa infrastruttura non è un monumento, ma è un’importante opera viaria e ferroviaria. Sono 50 anni che tutti i governi (tranne l’ultimo di Prodi), compreso quello Dalema, l’hanno ritenuta un’opera importante, ma che, puntualmente è stata rinviata per far fronte alle mille emergenze italiane.
Ora basta, che si rinvii qualcos’altro, qualche altra opera pubblica, anche più costosa, come: Expo di Milano, Terzo Valico, una parte della Tav in Val Padana, la Pedemontana, varie metropolitane nelle città italiane (anche città medio-piccole che non ne hanno affatto bisogno urgente). Ma basta succhiare il sangue sempre alla stessa cosa con la scusa dell’inutilità. Non è più possibile che un’isola di oltre 5milioni di abitanti e distante solo tre chilometri dal continente, non venga collegata stabilmente. E’ una vergogna mondiale che non può più essere accettata. Ogni anno che passa, le ferrovie stanno buttando 300milioni di euro per far passare i treni sullo Stretto tramite i traghetti. Un’operazione che dura 1ora e 45minuti a tratta. Con il Ponte, i treni impiegherebbero per fare lo stesso tratto solo 5 minuti. E le ferrovie dovrebbero pagare solo 100milioni di euro all’anno alla Società che gestirà il Ponte. In pratica, solo parlando in termini ferroviari, il Ponte sullo Stretto di Messina andrebbe costruito con la massima celerità, per far risparmiare allo Stato e quindi ai cittadini: tempo, denaro e salute (togliendo quelle ciminiere di traghetti, ognuno dei quali inquina il mare e l’arie dello Stretto quando una centrale a gasolio).
Claudio Ursitanoni, Calabria