Sea Watch ancora ferma a Catania: "Rilevate delle non conformità"

Aggiornamento, 1 Febbraio - L'ipotesi sequestro, che sembrava scongiurata, torna a farsi concreta. La nave della Ong è infatti ancora ferma nel porto di Catania, dove ieri ha attraccato per sbarcare i 47 migranti che ospitava da quasi 2 settimane. Il Comando generale della Capitaneria di Porto ha infatti comunicato che "sono state rilevate una serie di non conformità relative sia alla sicurezza della navigazione che al rispetto della normativa in materia di tutela dell’ambiente marino, che non permettono la partenza dell’unità fino alla loro risoluzione".

I controlli sono stati condotti dagli "ispettori della Guardia Costiera di Catania", saliti a bordo della Sea Watch 3 al termine delle operazioni di sbarco per "eseguire una verifica tecnica sulle condizioni della nave ai sensi della UNCLOS (La Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare)". Le "non conformità" rilevate dovranno essere risolte "anche con l'intervento dell’Amministrazione di bandiera, in cooperazione con gli ispettori specializzati della Guardia Costiera e il 6° Reparto – Sicurezza della Navigazione del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera". E "fino alla loro risoluzione l’unità non potrà lasciare il porto di Catania".

Sea Watch sbarca a Catania, rischio sequestro

31 Gennaio 2019

Nessun sequestro della motonave Sea Watch 3, da poco approdata nel porto di Catania, è previsto al momento, secondo quanto riferito da fonti investigative citate da RaiNews24.

Invece un gruppo di avvocati del Legal Team Italia, su iniziativa dell’associazione Lasciateci entrare, ha invitato la procura di Siracusa a valutare una serie di ipotesi di reato a carico di Salvini che rischia già il processo per il caso della nave Diciotti.

Attentato alla Costituzione, abuso in atti di ufficio, sequestro di persona, violenza privata e tortura sono le nuove accuse ipotizzate nell'esposto presentato contro il ministro dell’Interno per la vicenda della Sea Watch 3.

Sea Watch 3 a Catania. Ong: "Ci aspettiamo il peggio"

La Sea Watch 3 è entrata nel porto di Catania alle 10.11 di stamattina. Al via le operazioni di sbarco dei 47 migranti che da quasi due settimane sono a bordo. Il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha autorizzato lo sbarco della nave della Ong Sea Watch nel porto della città etnea e non a Siracusa dove la nave si trovava alla fonda da venerdì scorso.

La scelta di Catania non è piaciuta alla Ong:

"Dobbiamo andare a Catania. Ciò significa che dobbiamo allontanarci da un porto sicuro, verso un porto dove c'è un procuratore noto per la sua agenda sulle Ong che salvano in mare. Se questa non è una mossa politica, non sappiamo cosa sia. Speriamo per il meglio, ma ci aspettiamo il peggio".

L'equipaggio della Sea Watch 3 teme il sequestro della nave da parte della Procura di Catania. Gli inquirenti sentiranno comandante e personale di bordo mentre il procuratore di Siracusa aveva già escluso che ci fossero reati a carico della Sea Watch.

La nave della Ong tedesca era salpata da Siracusa verso le 5:30 di oggi dopo aver rinviato ieri sera la partenza a causa di un guasto tecnico. In base all'accordo raggiunto, i 47 migranti a bordo saranno distribuiti in 9 Paesi Ue, Italia compresa.

La Sea Watch è entrata nel porto di Catania scortata da motovedette di guardia costiera e guardia di finanza. A bordo ci sono anche 15 minorenni che per ora saranno trasferiti in alcuni centri dell'isola per essere poi redistribuiti nei 7 Paesi europei disponibili ad accoglierli.

Dopo l'attracco nel molo di Levante i migranti si sono abbracciati tra loro. Scene di festa che hanno coinvolto anche i membri dell'equipaggio della Sea Watch.

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