Di Maio contestato nella sua Pomigliano

Operai, studenti e disoccupati hanno inscenato una protesta davanti al Liceo Vittorio Imbriani, dove è atteso oggi Di Maio

Questa mattina Luigi Di Maio è atteso al convegno 'Merito e innovazione' che si tiene al Liceo classico-scientifico Vittorio Imbriani di Pomigliano d'Arco, lo stesso istituto frequentato dall'attuale vicepremier. Ad attenderlo davanti all'ingresso della scuola questa mattina presto c'era uno sparuto gruppetto eterogeneo composto da operai, studenti e disoccupati, pronti a contestare il leader dei 5 Stelle.

Per pochi minuti i manifestanti sono anche riusciti a bloccare la circolazione delle auto prima di essere fermati dalle forze dell'ordine. Della visita di Di Maio al suo vecchio liceo si era già parlato ieri grazie ad un post su facebook pubblicato da Maurizia, studentessa e rappresentante d'istituto.

La giovane aveva denunciato le 'condizioni' dettate dal preside della scuola ai suoi studenti, ai quali è stato vietato di contestare o intervenire nel dibattito, pena l'abbassamento dei voti. La giovane ha così deciso di scrivere una lettera aperta al vicepremier suo concittadino:

"Faccio politica da quando ho messo piede alla scuola superiore, e avrei avuto piacere a confrontarmi con un ragazzo 14 anni più grande di me che è nientedimeno vice presidente del consiglio dei ministri nonché ministro del lavoro e dello sviluppo economico. Sia chiaro: non avevo intenzione di insultare il ministro tantomeno mancare di rispetto a nessuno. Non perché si tratti di lui, certo, ma perché rispetto il mio interlocutore indipendentemente da chi esso sia. La scuola pubblica dovrebbe essere apartitica e non apolitica, invece mi sembra il contrario. Si favorisce un partito all’interno di una scuola PUBBLICA (invitare il capo di un movimento politico sotto elezioni europee, insieme al sottosegretario all’istruzione dello stesso partito, per me si definisce favorire) ma non sono consentite contestazioni e nemmeno semplici interventi da parte degli studenti. In sostanza ci hanno detto: io invito nella TUA scuola chi dico io, tu ascolti e stai zitto senza fiatare. Ci hanno impedito di esprimerci, altrimenti ne pagheremo le conseguenze, ci abbassano i voti, dicono. E le libertà degli studenti? Dov’è il diritto di opinione?"

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