Allarme dei sindacati: "Il Reddito di Cittadinanza può innescare guerra tra poveri"

Il RdC ha carattere "ibrido" e una "molteplicità eccessiva di obiettivi".

Sindacati su reddito di cittadinanza

I sindacati CGIL, CISL e UIL sono stati ascoltati in audizione sul "decretone" con le misure del Reddito di Cittadinanza e Quota 100 e hanno espresso un parere per nulla positivo riguardo queste due iniziative del governo che, invece, sono molto attese dai cittadini. In particolare, secondo i sindacati, si rischia di innescare una vera e propria guerra tra poveri.

Prima di tutto, potrebbe crearsi una accesa concorrenza tra nuovi e vecchi precari dell'Anpal (Agenzia Nazionale Politiche Attive Lavoro), ossia tra i navigator e i lavoratori storici. Inoltre ci sarà un effetto spiazzamento degli utenti nei centri per l'impiego, perché coloro che non beneficeranno del Reddito di Cittadinanza potrebbero passare in secondo piano, in quanto lo Stato è meno interessato a trovare loro un lavoro rispetto a coloro che percepiscono il sussidio. I sindacati, inoltre, ritengono che sia molto grave che l'assegno di ricollocazione per i disoccupati ordinari venga sospeso per tre anni.

La critica sul Reddito di Cittadinanza si poggia soprattutto sul fatto che questa misura ha una "molteplicità eccessiva di obiettivi" e, come ha detto Maurizio Landini (segretario CGIL) ieri sera a Presa Diretta, ha il duplice scopo di contrastare la povertà e di garantire il diritto al lavoro, ma gli strumenti per raggiungere questi due obiettivi non possono essere univoci, quindi una sola misura non può essere in grado di ottenere entrambi gli scopi.

In pratica, il Reddito di Cittadinanza, secondo i sindacati, ha un carattere "ibrido" tra contrasto alla povertà e misure di politiche attive e "coniuga in modo improprio la povertà come criterio di accesso e le politiche attive come interventi previsti".

CGIL, CISL e UIL criticano aspramente anche l'altra misura prevista del "decretone", ossia la Quota 100 per le pensioni, perché ritengono che non potrà rispondere in modo omogeneo alle esigenze dei lavoratori:

"Quota 100 costituisce una opportunità per lavoratori con carriere continue e strutturate, ma sarà meno accessibile per i lavoratori del Centro Sud e del tutto insufficiente per le donne, per i lavoratori con carriere discontinue o occupati in particolari settori occupazionali caratterizzati da discontinuità lavorativa, come il settore agricolo o quello dell'edilizia, nei quali raramente un lavoratore raggiunge i 38 anni di contribuzione"

Il meccanismo delle finestre penalizza e discrimina i lavoratori del settore pubblico, perché la loro finestra è di sei mesi, mentre per le donne occorre prevedere che il requisito contributivo includa la maternità e il lavoro di cura, altrimenti sono penalizzate.

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