Salvini: "Maduro è un delinquente, non si può negare l'evidenza"

Il vicepremier ha parlato anche del caso Diciotti, della Consob e degli insulti dei 5 Stelle.

Matteo Salvini su Venezuela e Maduro

Il ministro dell'Interno Matteo Salvini oggi pomeriggio è stato a Monteroni d’Arbia (Siena), per restituire "ai cittadini l’azienda agricola e la piscina, visitate qualche mese fa, che erano state confiscate alla mafia". Ovviamente, dopo aver parlato della villa sequestrata e trasformata in azienda agricola, ha dovuto rispondere a domande di più stretta attualità. Le prime domande hanno riguardato la posizione dell'Italia riguardo il Venezuela, visto che lui stesso, ieri sera a Quarta Repubblica, ha ammesso che il nostro Paese non sta facendo una bella figura e oggi ha ribadito:

"Non si può negare l'evidenza, Maduro è un delinquente. C'è un presidente che tortura, che affama la gente e c'è una comunità che merita di andare a libere elezioni"

Sulla Consob, invece, ha detto che Paolo Savona è una garanzia e che saranno gli avvocati a occuparsi di eventuali conflitti di interesse. Poi ha toccato il caso dell'autorizzazione a procedere chiesta contro di lui per il caso Diciotti e, nonostante i tentennamenti del MoVimento 5 Stelle, Salvini ha detto:

"Dormo tranquillo, andrò in Senato a testa alta perché ho difeso la sicurezza del mio Paese. Il Senato deciderà con coscienza e io rispetterò la decisione. L'unica cosa che non aiuta sono gli insulti. Mi hanno dato del rompicoglioni, hanno detto che faccio supercazzole, lasciamole ad "Amici miei". Porterò uno scritto e poi parlerò in Senato spiegando che cosa abbiamo fatto, tutti insieme, per difendere il nostro Paese. Ci sono passaggi importanti che è meglio che siano letti. È giusto che il M5S decida dopo aver letto le carte. Se uno legge le carte si rende conto che bloccare gli sbarchi in attesa che la comunità internazionale si svegli è un principio che applichiamo dal primo giorno"

Poi ha confermato che, al di là di questi attriti con i 5 Stelle, "il governo va avanti, abbiamo tante cose da fare, il problema degli italiani non è Salvini". A una domanda su quale sia la sua posizione in questa specie di Guerra Fredda, se è la Germania Est o la Germania Ovest, Salvini ha risposto con una battuta: "Io faccio il muro" e ha chiuso la conferenza.

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