Salvini incontrerà la delegazione venezuelana l’11 febbraio

guaidò salvini di maio

Matteo Salvini incontrerà una delegazione venezuelana in rappresentanza di Juan Guaidò lunedì prossimo 11 febbraio al Viminale, secondo quanto riferisce Adnkronos. Due giorni fa il ministro dell’Interno aveva già ricevuto alcuni rappresentanti della comunità venezuelana in Italia.

Guaidò chiede ufficialmente un incontro a Salvini e Di Maio

Juan Guaidò, leader dell’opposizione autoproclamatosi presidente del Venezuela, chiede un incontro ai due vicepremier italiani Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Il suo obiettivo è quello di incassare anche l’appoggio dell’Italia, dopo aver ottenuto tra gli altri quello di Stati Uniti, Canada, Francia, Spagna e Germania. Seppur fin qui Salvini abbia dichiarato a più riprese che la Lega ritenga conclusa l’esperienza di Maduro alla guida del Venezuela, il governo italiano ha tenuto una posizione più distante (sostanzialmente quella del Movimento 5 Stelle), auspicando un percorso non violento che riporti il Paese sudamericano al voto senza alcun tipo di ultimatum nei confronti dell’attuale regime.

Una posizione che a quanto pare non soddisfa il Colle, tanto che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha chiesto sostanzialmente un “senso di responsabilità e chiarezza su una linea condivisa con tutti i nostri alleati e i nostri partner dell'Unione Europea”, ovvero un allineamento alla posizione di Merkel e Macron. Il ministro degli affari esteri, Enzo Moavero Milanesi, riferirà sull’argomento in Aula solo il 12 febbraio, ma in questo tipo di situazioni il tempo è tiranno ed è anche per questo motivo che Guaidò ha scritto ai due vicepremier chiedendo "disponibilità ad un incontro a Roma nel più breve tempo possibile con la nostra delegazione, finalizzato ad uno scambio di opinioni sulla decisiva transizione che sta vivendo il Venezuela".

Nella missiva che Guaidò ha inviato a Salvini e Di Maio, il leader dell’opposizione rappresenta "la necessità che in Venezuela si possa giungere in tempi rapidi e grazie al sostegno della comunità internazionale, a libere elezioni democratiche". Insomma, l’obiettivo è sostanzialmente lo stesso, ma al momento vi è una sostanziale distanza tra metodologie, poiché se Maduro continuerà a mantenere la sua linea di intransigenza, l’esito non potrà essere che quello di una guerra civile. E l’Italia si allinearà agli altri alleati europei supportando la causa di Guaidò in tale contesto?

Guaidò a Salvini e Di Maio: la lettera integrale

"Desidero innanzitutto esprimerle i più profondi sentimenti di riconoscenza per la costante vicinanza dimostrata al nostro amato Venezuela e rinnovarle gli auspici di massima e proficua collaborazione a nome del popolo venezuelano. Il complesso periodo storico che il Venezuela sta attraversando, pone ciascuno di noi dinanzi a grandi speranze che leggiamo negli occhi dei nostri concittadini. Ciò comporta grandi responsabilità sia al cospetto della nostra patria, sia nei confronti della comunità internazionale tutta. Per tali ragioni - e avendo a mente gli indissolubili legami che uniscono il Venezuela e la Repubblica italiana - credo sia importante e utile inviare in Italia una delegazione ufficiale, guidata dal presidente della Commissione Esteri dell'Assemblea nazionale Francisco Sucre e dal nostro rappresentante europeo per gli aiuti umanitari Rodrigo Diamanti, con la finalità di illustrarle il piano di azione per il ripristino della democrazia in Venezuela mediante l'indizione di elezioni libere e trasparenti e risolvere l'attuale crisi umanitaria che sta colpendo tutti i venezuelani e più di 100 mila italiani che vivono in Venezuela. Le chiedo quindi - compatibilmente con i suoi impegni - la disponibilità ad un incontro a Roma nel più breve tempo possibile con la nostra delegazione, finalizzato ad uno scambio di opinioni sulla decisiva transizione che stiamo vivendo in Venezuela. In particolare vorremmo poterle rappresentare la necessità che in Venezuela si possa giungere in tempi rapidi, e grazie al sostegno della comunità internazionale, a libere elezioni democratiche. Nel ringraziarla fin d'ora per l'attenzione e il tempo che riterrà opportuno dedicarci, le esprimo sin d'ora i più vivi ringraziamenti, unitamente ai sensi della mia più alta stima".

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