Siria, il sacerdote Paolo Dall’Oglio sarebbe ancora vivo e in mano all'ISIS

È il quotidiano britannico Times a lanciare oggi l'indiscrezione. Il sacerdote italiano Paolo Dall’Oglio, rapito in Siria nel 2013, sarebbe ancora vivo e in mano all'ISIS. Il nome del sacerdote gesuita, di cui non si hanno notizie certe dal giorno del suo rapimento, sarebbe emerso in una trattativa che lo Stato Islamico starebbe portando avanti con le forze curdo-arabe in Siria che da tempo, col supporto degli Stati Uniti, hanno circondato le poche porzioni di territorio ancora in mano ai jihadisti.

Secondo le fonti curde sentite dal Times, l'ISIS starebbe usando Paolo Dall’Oglio come merce di scambio insieme ad altri due occidentali rapiti: il giornalista britannico John Cantlie, rapito in Siria nel novembre 2012, e un'infermiera della Croce Rossa dalla Nuova Zelanda di cui non è stata resa nota l'identità.

L'ISIS, in cambio di un passaggio sicuro che permetta agli ultimi jihadisti sopravvissuti di fuggire e rimanere in vita, sarebbe pronto a rilasciare i tre prigionieri. Non è chiaro a che punto siano le trattative né se siano state fornite prove del fatto che i tre ostaggi siano ancora vivi.

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