I gilet gialli italiani scendono in piazza: "Italexit, no obbligo vaccinale e rimpatrio degli immigrati irregolari"

I gilet gialli arrivano in Italia, o almeno vogliono provarci. Seguendo l'esempio francese del movimento di protesta partito dal basso e ora pronto ad entrare in politica con almeno tre diversi gruppi ben distinti, anche nel nostro Paese si sta formando un movimento che punta a fare del giubbotto giallo catarifrangente il proprio simbolo.

Proprio come accaduto in Francia, i gilet gialli italiani stanno iniziando ad organizzarsi attraverso i social network. Uno dei suoi portavoce, l'attivista napoletano Antonio Del Piano, ha già creato il sito ufficiale del movimento - www.giletgialli.it - insieme ad una decina di persone che hanno già annunciato la prima manifestazione in piazza, fissata per sabato 9 febbraio in piazza della Repubblica a Roma.

Del Piano, intervistato oggi da Linkiesta, sembra avere le idee molto chiare su quali sono gli obiettivi dei gilet gialli italiani:

Vogliamo riconquistare la nostra sovranità, nazionalizzare le banche, le industrie, le autostrade, vogliamo abolire l’obbligo di fare i vaccini, una legge per limitare le agenzie interinali e chiediamo di dimezzare le accise su carburanti, gas e luce.

Il sito ufficiale del movimento, che si dichiara contro il governo e contro l'Unione Europea entra nel dettaglio ed elenca le 10 richieste che vengono fatte all'esecutivo di Giuseppe Conte:


  1. Italexit (uscita dall'Unione Europea)

  2. Sovranità monetaria (emissione banconote di Stato)

  3. Sovranità diretta (referendum popolari)

  4. Taglio accise (carburanti, gas, luce)

  5. No global compact (rimpatrio degli immigrati irregolari)

  6. Stop fattura elettronica (no alla dittatura fiscale)

  7. Diritto al lavoro (chiusura agenzie interinali)

  8. Prima casa impignorabile (anche tra privati)

  9. No obbligo vaccinale (libera scelta)

  10. Nazionalizzare banche, assicurazioni, autostrade, Alitalia...

Alcuni di questi punti sono vicini alle idee del Movimento 5 Stelle e a quelle della Lega, ma i gilet gialli italiani vanno ben oltre. Sembrano aver voluto prendere il peggio dei programmi dei due partiti per lanciare una sorta di rivoluzione che non avverrà mai. I gilet gialli - o almeno Antonio Del Piano, non è ben chiaro se siano tutti allineati o meno - ce l'hanno con M5S e con la Lega e si dicono pronti a voler mandare a casa il vicepremier Matteo Salvini "perché ha promesso in campagna elettorale di combattere il problema dell’immigrazione ma a parte la pagliacciata dei porti chiusi non sta facendo nulla".

Come fare per mandare a casa un ministro della Repubblica Italiana? Con un referendum! Il movimento vorrebbe infatti introdurre due nuove tipologie di referendum, propositivo e revocativo, che sarebbero la possibilità ai cittadini di intervenire su qualsiasi tipo di questione, anche la possibilità di mandare a casa un ministro.

I gilet gialli vorrebbero portare l'Italia fuori dall'Unione Europea e fissare una nuova moneta, certi di riuscire così a far sparire il debito pubblico e si dicono pronti ad entrare in politica, non in occasione delle prossime elezioni europee - non ci sarebbe il tempo di organizzarsi - ma alle prossime amministrative, regionali o nazionali.

Insomma, questo primo assaggio ci fa già capire di quanto siano confuse le idee di questo neonato movimento dal basso, ma visto il malcontento che sta generando l'operato del governo gialloverde, c'è da giurare che avrà un discreto seguito, anche se il rischio di un fuoco di paglia è più che concreto.

GILET GIALLI
MANIFESTAZIONE A ROMA CONTRO
GOVERNO E UNIONE EUROPEA

Posted by Gilet gialli on Saturday, February 2, 2019
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