Moscovici sull’Italia: "L'espansione keynesiana non si materializza, riflettere"

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Pierre Moscovici, commissario agli Affari economici dell’Unione europea, commenta il taglio delle stime di crescita del Pil italiano da parte dell’Ue, lanciando una frecciata al governo italiano che contando sugli effetti di una manovra di bilancio definita espansiva pensava di rilanciare la crescita contrastando la congiuntura economica sfavorevole.


"Non sembra che l'espansione keynesiana prevista si stia materializzando in modo importante, malgrado un miglioramento della situazione finanziaria e dello spread. E credo che su questo si dovrebbe riflettere".

Sintetizzando, John M. Keynes, l'economista britannico considerato il padre della moderna macroeconomia morto nel 1946, contestava il fatto che il sistema economico tendesse naturalmente all'equilibrio di piena occupazione propugnando perciò politiche di intervento statali a sostegno della domanda.

Sulla possibilità che la commissione Ue richieda all’Italia una manovra bis Moscovici però frena: "Non c'è nessun motivo per accelerare i tempi, rispetteremo le scadenze e i ritmi del semestre europeo" cioè quando la commissione avrà i dati sull’attuazione delle misure del 2018. "Non c’è nessun motivo per precipitarsi ed è quel che faremo".

Moscovici ha ricordato che le previsioni sono previsioni, non dati certi. "Il prossimo passo importante - ha continuato il commissario Ue - sarà la pubblicazione del rapporto sull'Italia a fine febbraio e la valutazione in primavera sulla posizione di bilancio dell'Italia rispetto ai requisiti del Patto di Stabilità e di crescita. Quindi stiamo chiaramente in un processo di monitoraggio e discuteremo con le autorità italiane per vedere quale futuro definire assieme".

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