M5S: "Sceglieremo nomi per Bankitalia e Consob, la legge lo consente"

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Il Movimento 5 Stelle insiste e, nonostante i richiami che giungono da più parti, rivendica la possibilità “per legge” di scegliere i nomi relativi a Banca d’Italia e Consob. Con un post pubblicato sul blog delle Stelle, il partito che governa il Paese assieme alla Lega dichiara ancora una volta guerra ai cosiddetti “poteri forti” auspicando, come lo stesso titolo evidenzia, "Un nuovo corso per Bankitalia". I pentastellati sottolineano che "cambiare i vertici, azzerarli se necessario, serve anche a mandare un messaggio ai risparmiatori traditi: lo Stato torna ad essere garante del risparmio, sciogliendo i legami incestuosi tra politica e finanza. E lo fa dopo aver stanziato un fondo da 1,5 miliardi di euro per risarcire azionisti e obbligazionisti colpiti dal sistema finanziario".

Sulla stessa lunghezza d’onda sono state nei giorni scorsi le parole del vicepremier leghista Matteo Salvini, che però ora sembra aver demandato la questione, anche un po’ furbescamente, agli alleati di governo. Si tratta del resto di un campo minato, nel quale è facile perdere consensi ed è evidente come il leader del Carroccio, a differenza del M5S, si guardi bene da fornire assist alle opposizioni. Tornando alla questione spinosa delle nomine, nel post apparso sul blog delle Stelle il movimento fondato da grillo e Casaleggio scrive: "Quello che vogliamo, come Governo del Cambiamento, è solo di esprimerci sui nomi dei vertici di Banca d'Italia e Consob. Ci è consentito dalla legge e lo faremo senza paura di toccare qualche potere forte". Bankitalia e Consob, insistono i pentastellati, "sono due istituzioni troppo importanti per essere lasciate nelle mani sbagliate. Chi non vuole il cambiamento si rifugia dietro la loro 'indipendenza', che nessuno vuole toccare. L'importante è che l'indipendenza non diventi mancanza di responsabilità davanti ai gravi errori commessi".

Le accuse nei confronti di chi doveva vigilare sul sistema bancario e finanziario sono dirette: "Tutti sanno che negli ultimi anni la vigilanza sul nostro sistema bancario e finanziario è stata inadeguata, per non dire disastrosa. Non sono stati valutati correttamente i rischi patrimoniali della gestione spesso scellerata del credito da parte di manager incapaci o politicizzati, e sono state permesse vendite fraudolente ai clienti 'retail', cioè quelli tendenzialmente meno preparati a valutare il rischio dei loro investimenti. È successo in particolare con le obbligazioni subordinate, vendute e remunerate alla clientela come fossero prive di rischio ma in realtà molto rischiose, soprattutto dopo il recepimento nazionale della direttiva europea sul 'bail-in' che includeva queste obbligazioni nel perimetro di quelle aggredibili in caso di crisi bancaria. Questi errori - si legge ancora nell’articolo - , o più probabilmente si è trattato di collusioni tra vigilanti e vigilati, sono costate tantissimo a centinaia di migliaia di piccoli risparmiatori, compresi clienti a cui venivano vendute azioni della banca in cambio del finanziamento richiesto".

Bankitalia: il richiamo di Bruxelles

L’ingerenza del governo nelle nomine sui nuovi vertici di Banca d’Italia, intanto, non sono piaciute nemmeno dalle parti di Bruxelles, con il il commissario agli Affari Economici Pierre Moscovici che si è espresso in questi termini: "Non commento dichiarazioni di questo o quel ministro, ma una cosa è chiara: l'indipendenza dei banchieri centrali va assolutamente rispettata, è parte della costruzione dell'Eurozona e anche più di questo, è parte del funzionamento delle democrazie liberali".

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