Tav, Chiamparino contro l'analisi: "Come affidare a Dracula la sorveglianza della banca del sangue"

La relazione finale dell'analisi costi-benefici per la Tav Torino-Lione è stata resa pubblica e il risultato ha diviso in due non soltanto il governo gialloverde, col Movimento 5 Stelle che si è sempre espresso contro l'opera e la Lega che invece la vorrebbe vedere realizzata, ma anche tra l'opposizione e l'Italia intera. Dal Piemonte arrivano i commenti più negativi che mettono in discussione i numeri emersi dalla relazione e la stessa competenza della commissione che l'ha stilata.

Il Presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, tra le fila del Partito Democratico, mette in dubbio l'imparzialità di almeno uno dei componenti della Commissione, il professor Marco Ponti:

I numeri negativi dell’analisi costi-benefici non stupiscono. Per fare una battuta, considerata la nota predilezione del prof. Ponti per il trasporto su gomma rispetto a quello su rotaia, affidargli lo studio è stato un po’ come affidare a Dracula la affidargli la guardia della banca del sangue.

Chiamparino continua a difendere a spada tratta la TAV e ne elenca i vantaggi per l'interi Paese:

Al di là delle battute, a detta anche di illustri studiosi, la Tav è un’opera strategica che, in quanto tale, cambierà le dinamiche di mercato, con grandi benefici che ricadranno non solo sul Piemonte, ma sul Nord Italia, a cominciare dai porti liguri, e sull’intero paese. Sono i corridoi attrezzati con la logistica che richiamano le merci, non viceversa. Del resto se Cavour avesse fatto l’analisi costi benefici sul traforo del Frejus probabilmente non avrebbe neanche raddoppiato la mulattiera del Moncenisio. Proprio per questo l’analisi non è in grado di definire i benefici, ma solo i costi, per giunta aumentati dalle mancate accise sul carburante e dal calo dei pedaggi autostradali che si avrebbero con lo spostamento del trasporto merci dalla strada alla ferrovia. Alla faccia dell’ambiente! Si delinea uno scenario che rischia di penalizzare pesantemente l’economia, lo sviluppo e la condizione ambientale delle nostre regioni. Detto questo, ora che l’analisi c’è, il governo Conte-Salvini-Di Maio si assuma la responsabilità di decidere. Anche se temo di non sbagliare dicendo che, arrivata la costi-benefici, il governo farà ancora melina e anche sulla Tav, su opposte sponde, faranno solo campagna elettorale, a costo di perdere i finanziamenti europei, per arrivare alle elezioni senza pagare il dazio di una decisione. Ora è chiaro chi vuole mettere il Piemonte in un angolo.

Paolo Foietta, Commissario straordinario del Governo per l'asse ferroviario Torino - Lione, parla in modo aperto di un'analisi truffa:

È un'analisi truffa realizzata per far quadrare i conti in base a quello che vuole il padrone. I numeri veri sono quelli dei Quaderni dell'Osservatorio, dodici in tutto, già pubblicati e messi a disposizione del governo. [...] Mi pare che si fondi su tre pilastri errati: la sottovalutazione dei traffici attuali e futuri, l'esclusione dal conteggio delle merci in transito sulle Alpi di quelle che passano da Ventimiglia e la sovravalutazione delle accise, secondo una vecchia idea che se si tolgono i tir dalle strade, si consuma meno benzina e quindi si danneggia l'Italia.

Tra chi si oppone a quella relazione ci sono ovviamente gli imprenditori coinvolti in modo diretto o indiretto dall'opera. Corrado Alberto, presidente dell'Associazione piccole imprese di Torino e provincia, non ha dubbi:

Mi pare che si possa tranquillamente parlare di numeri risultato di un lancio di dadi. Soprattutto, quanto stabilito dal documento, che il Ministro Danilo Toninelli ha reso noto solo oggi, rappresenta una risposta ideologica ad una promessa elettorale che una parte del Governo sta cercando di mantenere. Insomma, siamo di fronte ad una foglia di fico ad uso e consumo del M5S. [...] Il sistema delle imprese e del lavoro non può dare nessun credito ad un'analisi che, ad una prima lettura, pare essere stata progettata e redatta con il solo scopo di bocciare un'infrastruttura così complessa e importante.

Il viceministro Matteo Salvini, che nei giorni scorsi aveva lamentato di non avere ancora ricevuto la relazione, non si è ancora espresso sul contenuto, si è limitato a far sapere di non averla ancora letta, rimandando il suo commento a quando le principali reazioni saranno già arrivate e potrà dosare nel migliore dei modi la sua replica, che guiderà la parte del governo in favore della Tav.

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