Calenda difende Conte e attacca Morani: "Se chiamano burattino Premier del mio Paese mi incaz.."

L'ex ministro risponde alla Dem Alessia Morani.

Carlo Calenda difende Giuseppe Conte burattino

A difendere il Premier Giuseppe Conte dall'attacco del leader dei Liberali europei Guy Verhofstadt, che gli ha chiesto per quanto intende essere ancora il "burattino di Salvini e Di Maio", arriva inaspettatamente Carlo Calenda. L'ideatore del manifesto Siamo Europei che è stato adottato dal PD, parte proprio dal tweet di una esponente del Dem, Alessia Morani, sempre molto attiva sui social, che ha scritto, condividendo il video di Verhofstadt, "L'autorevolezza di Conte racchiusa in una parola: burattino" e usando l'hashtag #cheumiliazione.

Calenda però non ci sta con l'analisi della deputata del PD e scrive, condividendo il post di Morani:

"A me che qualcuno dia del burattino in una sede istituzionale internazionale al Presidente del Consiglio del mio Paese mi fa notevolmente incazzare. Comunque la si pensi"

A molti dei follower di Calenda questa presa di posizione non è piaciuta affatto, ma lui ha ribattuto colpo su colpo e ha scritto in vari tweet:

"Conte o non Conte. Perché l’Italia merita rispetto indipendentemente da chi la rappresenta pro tempore. E noi italiani dobbiamo ricordarcelo. [...] Esistono regole di condotta nei rapporti internazionali. La dignità di un paese supera quella di chi lo rappresenta pro tempore e questa è una linea rossa che non va superata"

Ma poi Calenda ha chiosato, per chiudere la discussione:

"Bene adesso dopo aver difeso il Presidente del Consiglio (il che mi ha provocato una discreta gastrite), vado a lavorare per dare il mio contributo alla sua defenestrazione. A stasera"

Intanto Alessia Morani, invece, ha ricordato quando è stato Salvini a dare del "burattino" a un Presidente del Consiglio, in quel caso Matteo Renzi, definito un "burattino" nelle mani di Angela Merkel.

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