Diciotti-Salvini, M5S lancia il voto online. La ricostruzione, però, fa acqua

Il Movimento 5 Stelle è arrivato ad un bivio

"Il ritardo dello sbarco della nave Diciotti, per redistribuire i migranti nei vari paesi europei, è avvenuto per la tutela di un interesse dello Stato?" È questo il quesito che il Movimento 5 Stelle ha deciso di porre ai propri sostenitori, chiamati a votare domani dalle ore 10 alle 19 sulla Piattaforma Rousseau. Il voto sarà vincolante per i senatori dei 5 Stelle che fanno parte della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, che martedì prossimo avranno il compito di decidere se accogliere o respingere la richiesta del Tribunale dei Ministri di Catania.

Nello stesso articolo pubblicato su 'ilblogdellestelle', con il quale si annuncia la consultazione attraverso Rousseau, è stata ricostruita la vicenda della Nave Diciotti. Il Movimento 5 Stelle ha ribadito che il Governo, nel suo insieme, prese la decisione di non acconsentire allo sbarco con l'obiettivo di ottenere un'assunzione di responsabilità da parte dei partner europei circa la redistribuzione dei migranti soccorsi in mare.

I negoziati in seno all'Ue non andarono però per il verso giusto perché, alla fine, solo l'Irlanda tra gli Stati membri accettò di farsi carico di una quota. Per il resto intervennero la CEI e l'Albania, dove però i migranti non sono mai arrivati. Chi invece è stato affidato alla Chiesa Cattolica ha preferito allontanarsi quasi subito, avendo - probabilmente - l'intenzione di proseguire il suo viaggio della speranza o, in alternativa, potendo già contare sull'aiuto di qualcuno nel nostro Paese.

Il distinguo del M5S

Dopo aver ricostruito il fatto ed aver sostenuto che Salvini e il Governo tutto abbia agito “per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante ovvero per il perseguimento di un preminente interesse pubblico nell’esercizio della funzione di Governo”, il Movimento 5 Stelle ha tentato di spiegare per quale motivo sta richiedendo il parere degli elettori, smentendo nei fatti se stesso.

Il Movimento 5 Stelle ha infatti voluto puntualizzare che non si tratta del "solito voto sull’immunità dei parlamentari" previsto dall'art. 68 della Costituzione, bensì della fattispecie regolata dall'art. 96 Cost.

____________________________

Art. 68 Cost

I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell'esercizio delle loro funzioni.

Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell'atto di commettere un delitto per il quale è previsto l'arresto obbligatorio in flagranza.

Analoga autorizzazione è richiesta per sottoporre i membri del Parlamento ad intercettazioni, in qualsiasi forma, di conversazioni o comunicazioni e a sequestro di corrispondenza.

Art. 96 Cost

Il Presidente del Consiglio dei Ministri ed i Ministri, anche se cessati dalla carica, sono sottoposti, per i reati commessi nell'esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione del Senato della Repubblica o della Camera dei deputati, secondo le norme stabilite con legge costituzionale.

____________________________

Secondo il Movimento 5 Stelle nel caso di Salvini, dunque, si tratterebbe di qualcosa di diverso perché Salvini non avrebbe agito per "tornaconto privato e personale", caso nel quale il Movimento "non si porrebbe neppure il problema". Il nodo, però, è proprio questo.

Posta la questione in questo modo, non fa una piega. Il problema è però proprio nelle pieghe. Secondo il Tribunale dei Ministri Salvini è andato oltre le sue prerogative. E partendo da questo assunto è possibile anche immaginare quale fosse il suo "tornaconto privato e personale": il consenso politico, che non rientra tra gli "interessi dello Stato". Inoltre, andrebbe anche valutato quale fosse l'interesse preminente in quel momento; ovvero quale fosse il diritto meritevole di maggior tutela in quella circostanza. In soldoni: era più importante che l'Italia si difendesse dalla minaccia rappresentata dallo sbarco di 177 migranti o che queste persone potessero sbarcare da una nave ancorata ad una banchina?

Il quesito del M5S e la posizione dei "dissidenti"

Il quesito sul quale voteranno gli iscritti alla Piattaforma è questo:

Il ritardo dello sbarco della nave Diciotti, per redistribuire i migranti nei vari paesi europei, è avvenuto per la tutela di un interesse dello Stato?
Sì, quindi si nega l’autorizzazione a procedere
No, quindi si concede l’autorizzazione a procedere

La formula scelta non è stata particolarmente apprezzata da Paola Nugnes, una delle senatrici "dissidenti". Secondo la Nugnes la formula "non è chiara" perché "bisogna fare uno sforzo per non votare diversamente dalle proprie intenzioni". Precisando poi che "il quesito deve essere veritiero, cioè deve contenere anche la valutazione di un interesse pubblico preminente". Partendo da questa premessa ha voluto porre una questione: "È stato PREMINENTE, questo presunto interesse pubblico, rispetto al diritto costituzionale alla libertà delle persone che erano confinate a bordo della nave?"

Anche l'altra dissidente, Elena Fattori, si è detta non convinta dalla ricostruzione offerta dai vertici del suo partito: "Voterò sì. Nel nostro programma è prevista l'abolizione di ogni tipo d'immunità per ministri e parlamentari. Non sono dissidente, sono coerente. Il nostro programma parla chiaro; non sono stata eletta in base al contratto di governo. Io ho un vincolo rispetto al programma del Movimento e basta".

M5S ad un bivio

Per i 5 Stelle, almeno fino a ieri, la linea era chiara: "bisogna difendersi nel processo e non dal processo". Non si parlava di alcuna eccezione di alcun tipo. Partendo dall'assunto che il voto a favore della richiesta di autorizzazione non corrisponde ad una condanna nei confronti di Salvini, bisogna considerare che quest'ultimo, vestendo i panni di imputato, avrebbe modo di sostenere la sua tesi, come lo sta facendo ora in ambito politico. Se è davvero convinto di aver agito nell'interesse dello Stato e in "difesa della Patria" - citando un po' a sproposito l'art 52 Cost - non avrà alcun problema ad ottenere una piena assoluzione. Il Tribunale dei Ministri ha infatti chiesto di poter giudicare Salvini, non di poterlo condannare.

L'impressione è che il Movimento 5 Stelle stia invece rapidamente virando verso le posizioni di una destra di berlusconiana memoria; quella che ha paura della Magistratura, convinta che questa faccia un uso politico delle proprie prerogative. Ci può anche stare; almeno mezza Italia è da sempre pronta a sposare questa tesi. C'è solo un piccolo particolare: il Movimento 5 Stelle, sulla carta, non la dovrebbe pensare così. Al di là di come si esprimeranno gli iscritti alla Piattaforma Rousseau, la questione rischia seriamente di disintegrare il M5S, perché questo sta mettendo in discussione i propri valori fondamentali. Quando si decide di cambiare e si inizia ad assomigliare troppo qualcun altro, che già esiste, arriva puntuale la punizione nelle urne. D'altra parte, perché votare un'imitazione quando si ha a disposizione la versione originale di qualcosa?

  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO