Diciotti, 41 dei migranti bloccati chiedono il risarcimento danni, la replica di Salvini

Presentato un ricorso d'urgenza al Tribunale Civile di Roma.

Migranti Diciotti chiedono risarcimento danni

Uno studio legale romano ha depositato presso il Tribunale Civile della Capitale un ricorso a nome di 41 profughi eritrei che erano tra i 177 che si trovavano sulla nave Diciotti quando ne è stato bloccato lo sbarco lo scorso agosto. La richiesta è di risarcimento danni per essere stati privati della libertà personale e, parlando in "soldoni", chiedono una cifra tra i 42mila e i 71mila euro di risarcimento da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte e del ministro dell'Interno Matteo Salvini, ritenuti responsabili del blocco allo sbarco.

I 41 profughi che hanno presentato il ricorso si sono allontanati dalle comunità cattoliche in cui erano stati accolti e si sono rifugiati presso il centro Babobab, dove, evidentemente, sono venuti a contatto con i legali che li stanno supportando in questa loro richiesta.

Intanto ieri la Procura della Repubblica di Catania ha chiesto l'archiviazione per Giuseppe Conte, Luigi Di Maio e Danilo Toninelli, che si sono dichiarati corresponsabili delle scelte di Salvini e ora spetta al Tribunale dei Ministri di Catania decidere se chiedere l'autorizzazione a procedere (come ha fatto con Salvini) oppure se archiviare. La decisione dovrà arrivare entro 90 giorni.

Salvini: "Avranno un Bacio Perugina"

Non si è fatta attendere la replica di Matteo Salvini. Il ministro dell’Interno, informato della richiesta danni da parte dei 41 migranti della Diciotti, ha replicato così: "Permettetemi di rispondere con una grassa risata - dice dalla Sardegna -. Tutti nati il primo gennaio? Tutti scomparsi? Non prendessero in giro gli italiani, la pacchia è finita, i barconi non arrivano più. Al massimo - conclude - gli mandiamo un Bacio Perugina".

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