Pedofilia: condannato il cardinale Pell, ministro vaticano dell’Economia

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Il cardinale George Pell è stato condannato per pedofilia in Australia. Il potente ex consigliere finanziario di Papa Francesco nonché ministro dell'Economia vaticano in congedo è stato giudicato colpevole di aver abusato di due 13enni e rischia ora fino a 50 anni di carcere.

Secondo le accuse Pell, che oggi ha 77 anni, avrebbe approfittato dei due minorenni nel 1996 quando era arcivescovo di Melbourne. La condanna dell’alto prelato risale in realtà all’11 dicembre scorso, ma il tribunale aveva vietato di pubblicare la sentenza di colpevolezza, ordine ora revocato.

La decisione di rendere pubblica la condanna di Pell da parte della County Court dello Stato di Victoria arriva all’indomani del summit in Vaticano sulla pedofilia nella chiesa cattolica voluto da Papa Bergoglio. Francesco il 12 dicembre 2018, il giorno dopo la condanna, aveva estromesso Pell dal consiglio cardinalizio che aiuta il Papa nella riforma della Curia romana.

Tornando alle accuse, il cardinale cattolico avrebbe molestato i due ragazzini, che facevano parte del coro, dopo aver detto messa nella cattedrale di San Patrizio. Il verdetto, reso pubblico oggi 26 febbraio, era stato espresso all’unanimità dai 12 membri della giuria dopo due giorni e mezzo di camera di deliberazione.

Secondo la giuria il cardinale Pell è colpevole anche di un’altra aggressione a sfondo sessuale su uno dei ragazzi in un corridoio, circa un mese dopo i primi fatti contestati. Pell ha sempre rigettato le accuse e si continua a proclamare innocente. I suoi legali hanno già annunciato che faranno ricorso in appello.

La notizia della condanna del cardinale Pell ha comportato la reazione del Vaticano. Il portavoce Alessandro Gisotti ha spiegato che il Papa ha "confermato le le misure cautelari già disposte nei confronti del Cardinale. Ossia il divieto in via cautelativa dell'esercizio pubblico del ministero e, come di norma, il contatto in qualsiasi modo e forma con minori di età" allo scopo di "garantire il corso della giustizia".

Per il Vaticano si tratta di "una notizia dolorosa che, siamo ben consapevoli, ha scioccato moltissime persone, non solo in Australia. Come già affermato in altre occasioni, ribadiamo il massimo rispetto per le autorità giudiziarie australiane". E quindi: "In nome di questo rispetto attendiamo ora l'esito del processo d'appello, ricordando che il cardinale Pell ha ribadito la sua innocenza e ha il diritto di difendersi fino all'ultimo grado. In attesa del giudizio definitivo, ci uniamo ai vescovi australiani nel pregare per tutte le vittime di abuso, ribadendo il nostro impegno a fare tutto il possibile affinché la Chiesa sia una casa sicura per tutti, specialmente per i bambini e i più vulnerabili".

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